Gianfranco Miccichè: “Domani presenteremo il ticket Musumeci-Armao”

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gianfranco miccichè

Alla fine anche Gianfranco Miccichè ha dovuto abbozzare, avrebbe voluto determinare, come in passato, insieme ai sodali di sempre Saverio Romano e Raffaele Lombardo il candidato alla presidenza, invece… Invece il peso della candidatura Musumeci e la determinazione di #Diventeràbellissima, Fratelli d’Italia e Lega hanno fatto sì che la coalizione di centrodestra si chiudesse sul ticket formato da Nello Musumeci e Gaetano Armao.

Il commissario berlusconiano in Sicilia parla a tutto campo nel corso di una intervista all’agenzia di stampa Italpress e annuncia per venerdì la presentazione ufficiale dell’intesa. Miccichè immagina un ruolo anche per l’ex rettore Roberto Lagalla, candidato ideale, secondo l’azzurro, alla poltrona di assessore alla Pubblica Istruzione, mentre ad Armao potrebbe andare la vicepresidenza con la delega all’Economia.

Un mese di trattative per scegliere il candidato di centrodestra. In questo balletto tra Nello Musumeci e Gaetano Armao, lei, insieme con Silvio Berlusconi, avrebbe preferito il leader degli Indignati. Si sente sconfitto?

“Assolutamente no. Il concetto di autocandidatura di Musumeci non mi è piaciuto fin dall’inizio e non posso nascondere che questa sua pressione continua ci ha messo in difficoltà. Armao è un candidato straordinario e credo che la sua decisione di fare un passo di lato, non indietro, e di accettare la vicepresidenza e la delega all’Economia è il primo passo di una carriera politica lunga. Tra cinque anni potrà essere il candidato di tutto il centrodestra e vincere. Gli ho suggerito di accettare e iniziare cosi’ la carriere politica. E’ un candidato ottimo ma viviamo in una coalizione e dobbiamo fare scelte per la coalizione. Nonostante l’insistenza di Berlusconi, a un certo punto mi sono reso conto che era più giusto appoggiare Musumeci, perché era già da due anni in campagna elettorale, perché Armao non era conosciuto molto nelle altre province al di fuori di Palermo. Mi sento soddisfatto del risultato finale che abbiamo raggiunto”.

Musumeci vi sembrava troppo di destra?

“Più che ci sembrava, Musumeci lo è. Inoltre, aveva avuto l’immediato appoggio della Meloni e Salvini. Ora bisogna dire che non è il loro candidato, anche se loro hanno dato subito il via libera. Attraverso un programma serio, stiamo cercando di spostare il baricentro di questa coalizione verso il centro. Alla fine, a prevalere saranno i voti dell’area centrista e non di quella sovranista”.

Lei viene accusato di aver fatto vincere Crocetta nel 2012 e di avere rotto con Musumeci una settimana dopo l’accordo. Si è profilato lo stesso rischio anche stavolta?

“Nel 2012 tra me e Musumeci non c’è mai stata rottura. Lo strappo fu determinato da quella parte del Pdl di allora che non amava me e Lombardo e che aveva accettato di candidare Musumeci a patto che io ne stessi fuori. Musumeci non fu felice per questa decisione, ma fummo costretti a candidarci da soli, andando contro Musumeci. Non fu una sua scelta”.

Lei comunque ebbe un ruolo chiave nella partita…

“Ammetto di aver lavorato cosi’ alacremente oggi per il centrodestra unito perché io cinque anni fa sono stato, volente o nolente, uno dei protagonisti della rottura. Non mi ritengo il colpevole ma uno dei protagonisti”.

Pace fatta, allora. Quando presenterete il candidato?

“Venerdì ufficializzeremo tutto, ma ancora stiamo definendo il programma. Stamattina abbiamo discusso un tema importantissimo, quello dell’immigrazione. Come dicevo, vogliamo spostare il baricentro della coalizione verso il centro. Musumeci la pensa in maniera molto più moderata rispetto a quello dei sovranisti ed è molto più tollerante di Salvini. Questa sua posizione ci ha soddisfatto”.

Armao ha presentato il ‘Manifesto per il futuro della Sicilia’. Lo utilizzerete?

“Il suo programma ci ha fatto innamorare di lui. Programma che Berlusconi aveva apprezzato e di cui utilizzeremo soprattutto la parte economica per il rilancio della Sicilia, praticamente fallita in questi anni di Crocetta. Elimineremo la tassa sulla prima auto. Con Armao abbiamo individuato quanti soldi entrano nelle casse della Regione e sono recuperabili da una serie di tagli all’Ars. Sarà una delle prime cose che faremo, perché pagare la tassa sulla prima auto è un’ingiustizia”.

Perché non avete puntato su Lagalla?

“Lagalla è una personalità di livello, che non credo sia mai stata messa in dubbio. Ma il manifesto di Armao ci è piaciuto di più. Armao ha avuto la capacità di fare una proposta sulle cose da fare. Tant’è che il suo primo interesse è stato quello di utilizzare il suo programma”.

Lagalla potrebbe essere l’assessore alla Sanità in un’ipotetica giunta Musumeci?

“Se Lagalla decidesse di venire con noi non gli potrebbe togliere nessuno il diritto di essere assessore. Ma a me piacerebbe la delega della Pubblica istruzione visto il suo passato da rettore”.

C’è una trattativa in tal senso?

“Se ne sta parlando. Sono convinto che Cantiere Popolare sarà con noi, perché siamo nelle condizioni di garantire il programma e la composizione della giunta che gli si addice”.

E lei? Aspira alla Presidenza dell’Ars?

“Certamente mi candido, ma prima devo essere eletto. Dopodiché, dobbiamo vincere alla Regione. Se fossi eletto, è un ruolo che mi piacerebbe, anche perché l’ho fatto solo per due anni. L’altra volta dissi che avrei fatto aprire il portone monumentale chiuso dal 1840 e ci riuscii. Adesso dovrei mettere ordine e riportare efficienza, per evitare riunioni e sedute notturne. Sarà un’assemblea difficile, perché probabilmente non avrà maggioranza. Il ruolo di presidente è molto difficile ma dire oggi che aspiro a questo è molto lontano. Non mi candido per fare il presidente dell’Ars”.

Parliamo degli avversari. Cosa ne pensa della candidatura del rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari?

“Sono molto dispiaciuto. Stimo molto Micari, ci siamo visti e pranzato spesso insieme ma la mia stima se non si dimettesse cadrebbe in modo verticale. Gli consiglio vivamente di dimettersi perché non ha alcuna speranza di vincere. Non capisco questa voglia di candidarsi. Se non si dimettesse avrebbe l’inferno, non sarebbe più in condizione di fare il rettore. O si dimette o non si candida”.

Cosa pensa della candidatura di Rosario Crocetta? Oggi ha detto che non ritirerà la sua candidatura…

“Crocetta è una persona atipica, non è un normale politico. Il consiglio che gli voglio dare è di candidarsi, di andare avanti. Lo stimo perché ha un coraggio infinito”.

La trattativa con Alfano non è andata a buon fine. Il leader di Ap ha scelto di continuare a stare col centrosinistra…

“Noi siamo il centrodestra di cui fanno parte gli elettori di Alfano. Spero che comunque questa relazione tra il centrodestra e gli elettori possa continuare a essere viva. Non posso escludere che in tanti possano venire con noi. Lo dico con il cuore ad Alfano: si ricordi che fino a qualche giorno fa si chiamava Nuovo centrodestra il suo partito. Adesso la parola ‘popolare’ vuol dire che Alfano vuole stare con noi, altrimenti non avrebbe chiamato così il suo partito. Immagino che il suo cuore batta per noi, come quello di tanti dei suoi. Forse farebbe bene a a non tenere in considerazione le garanzie che gli ha dato Renzi. Fossi in lui di Renzi mi fiderei poco”.

Siete già in grado di ipotizzare quante saranno le liste in campo?

“Spero di trovare le liste di chi ha inficiato le nostre scelte, quelle di Salvini e della Meloni. Presenteremo la lista del presidente, diversa da quella di Diventerà bellissima, dove potranno trovare posto candidati di sinistra che devono avere il loro spazio”.

Armao presenterà la lista degli Indignati?

“Ritengo che Armao non abbia il dovere di presentare una sua lista. Se la fa tanto meglio. Cantiere popolare si unirà alla lista di Lagalla e a quella dei Coraggiosi di Ferrandelli. Ci sarà poi la lista degli autonomisti, un tempo vicini a Lombardo”.

Ha un appello da fare? A chi?

“Alla Meloni e a Salvini affinché presentino una lista a testa, dopo l’interesse pressante che hanno avuto per la Sicilia. Ora spero che questo interesse diventi reale”. (Fonte Italpress)