Gioiosa Marea: dopo la manifestazione a Roma gli edili siciliani bloccati sul treno

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Bloccati “a tempo indeterminato” alla stazione di Gioiosa Marea sul treno di linea di ritorno da Roma a Palermo dopo aver partecipato alla manifestazione nella capitale di Feneal, Filca e Fillea per chiedere infrastrutture adeguate per il Paese. Tempo indefinito che poi sono diventati quaranta lunghi minuti. E’ accaduto a una delegazione della Fillea Cgil.

“Il treno ha interrotto la sua corsa all’improvviso, dieci minuti dopo lo sbarco dallo stretto di Messina, per un guasto alla rotaia”, spiegano i segretari generali di Fillea Cgil Palermo e Sicilia Piero Ceraulo e Mario Ridulfo, entrambi sul treno con una delegazione di duecento edili di ritorno dallo sciopero generale.

“Dodici ore di viaggio Roma-Palermo evidentemente non bastano. Siamo fermi su un binario morto. Questa la drammatica condizione delle nostre infrastrutture. Una beffa. Siamo andati a Roma per protestare per chiedere investimenti per le opere pubbliche e ci ritroviamo in un viaggio trasformato in odissea – denunciano -. Non solo un ritardo accumulato di un’ora, e di quasi due ore all’andata. Non sono mai le 12 ore di viaggio previste. Un tempo già troppo lungo così, che dà la misura delle infrastrutture che in Sicilia sono inadeguate e insufficienti”.

“E finché capita con un treno speciale, ci siamo abituati – aggiungono – ma con uno di linea no”. Gli edili sono scesi tutti quanti durante la sosta forzata e hanno inscenato una protesta sui binari con i loro striscioni. “Un viaggio della speranza – aggiunge Davide Patricolo, studente dell’Udu -. Dopo essere stati a fianco degli operai edili che protestano, paradossalmente ci troviamo in questa situazione di arretratezza”.

Alla ripartenza del treno, Patricolo e Francesco Pisciotta, un altro studente, sono rimasti a terra. “Erano al bar ai servizi igienici perché i bagni in treno dopo la nottata sono infrequentabili – dice la Cgil -. Il treno è ripartito all’improvviso e li ha lasciati a terra. Stiamo chiedendo alle Ferrovie di riportarli a Palermo”. Nel treno, di ritorno dalla manifestazione, anche disoccupati e una delegazione del Nidil e della Cgil Palermo.