Giorgia Meloni a Palermo: “A differenza di Miccichè non abbiamo crisi d’identità”

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giorgia meloni a palermo

Giorgia Meloni a Palermo ha trovato una piazza bagnata dalla pioggia ma calda di entusiasmo. Un comizio all’aperto è sempre un azzardo, soprattutto se le previsioni meteo annunciano pioggia. Ma i sostenitori di Fratelli d’Italia, giunti da molte parti della Sicilia, hanno comunque riempito la porzione di piazza Castelnuovo dove era stato montato il palco.

E Giorgia Meloni ha sfoderato il meglio del suo repertorio oratorio e del programma del suo partito per scaldare la piazza infreddolita. Sul palco i candidati alle Europee, Raffaele Stancanelli, Carolina Varchi, Luca Cannata, Maria Fernarda Gervasi, Francesco Rizzo e Francesco Scarpinato, l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo, i deputati all’Ars Catalfamo, Galvagno e Amata, la deputata nazionale Ella Bucalo e i coordinatori regionali Giampiero Cannella e Manlio Messina.

Giorgia Meloni a Palermo ha ribadito la centralità di Fratelli d’Italia nel centrodestra che verrà dopo le elezioni e la volontà di cambiamento in Europa insieme agli altri movimenti sovranisti alleati.

Ma è stato sulla politica siciliana che la leader di Fratelli d’Italia, a margine del comizio, ha lanciato i suoi siluri. Il primo indirizzato contro le dichiarazioni di Gianfranco Miccichè che ha più volte dichiarato di voler fare una coalizione con il Pd. “Penso che ci sia un problema di identità che va oltre le elezioni europee. In Europa non faremo inciuci tra Ppe e socialisti – ha detto la Meloni -. Certo Forza Italia ha un problema di identità che deve chiarire”.

E ancora: “Il problema di identità in Forza Italia – ha aggiunto – è iniziato con Renzi, con il patto del Nazareno. La gente non capisce. Io però lavoro per un altro modello di centrodestra e organizzare un secondo grande movimento alleato ma distinto dalla Lega, che definisco sovranista e conservatore nel senso di difendere l’interesse nazionale italiano e i nostri valori tradizionali”.

Il secondo colpo al sindaco di Palermo. “Orlando cerca sempre la ribalta nazionale, fosse in grado di occuparsi dei problemi dei palermitani come si occupa della sua immagine nazionale forse Palermo avrebbe qualche problema in meno -.ha detto la leader di FdI -. Orlando riesce a parlare solo degli immigrati – ha aggiunto -. Adesso abbiamo scoperto che anche la mafia nigeriana non è un problema perché se sono immigrati possono essere anche mafiosi. Io, invece, la mafia la combatto sia quella italiana che quella straniera. Consiglio a Orlando, come ho già detto in passato, di candidarsi a sindaco di Tripoli, così magari prende qualche voto”.

Dopo il comizio ormai consueta scena di sostenitori in fila per un selfie con il leader di riferimento.