Giovanni Moscato: “Pronto a fare ricorso contro lo scioglimento di Vittoria”

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Giovanni Moscato non si da pace, lo scioglimento del Comune di Vittoria per infiltrazione mafiosa proprio non riesce a digerirla. Quarantuno anni e una vita spesa facendo politica a destra, l’ormai ex sindaco della città del Ragusano, eletto nel 2016, è un fiume in piena, stopparlo per formulargli le tradizionali domande di una intervista è compito improbo. Si dice “molto amareggiato per un provvedimento incomprensibile che colpisce Vittoria e lascia una macchia indelebile sulla città“.

Qual è il suo stato d’animo dopo il decreto di scioglimento?

Guardi faccio politica fin da ragazzino, l’ho sempre fatto mantenendo come stella polare il valore della legalità. E fin da bambino ho sognato di diventare un giorno il sindaco di Vittoria. Avevo coronato questo sogno strappando la città a decenni di governi di sinistra e il solo pensiero, dopo questo provvedimento, che qualcuno possa pensare che io abbia anche lontanamente qualcosa a che fare con la mafia mi fa letteralmente impazzire“.

Ma durante il suo mandato ha avuto contezza della presenza della criminalità organizzata nel tessuto cittadino?

Ovvio che sì e questa presenza l’ho combattuta con tutti gli strumenti a mia disposizione. Sul mercato ortofrutticolo, che come saprà, è considerato il centro nevralgico della città e il luogo dove possono concentrarsi gli interessi criminali, ho fatto oltre seicento richiesta di informativa antimafia. Ho avviato, per la prima volta, tutti i controlli di pertinenza dell’amministrazione comunale, ho fatto adottare un sistema di accessi elettronici e accreditato oltre 4000 utenti, il tutto in collaborazione costante con la Questura. Le dico di più, ho bloccato alcune richieste di accesso presentate dal alcune ditte di imballaggi ‘in odoro di mafia’ talvolta anticipando le operazioni di polizia che poi le hanno colpite. Per questa attività L’ex prefetto Maria Carmela Librizzi mi ha ringraziato ufficialmente per il “lavoro eccelso” fatto mercato ortofrutticolo. Ma non solo…

Cos’altro ha fatto?

Mi sono esposto in prima persona, ho fatto nomi e cognomi. In occasione di una trasmissione andata in onda su Radio Rai Uno, dopo l’attentato incendiario ad un’azienda di trasporti, ho detto che mi sembrava strano il fatto che un pentito di mafia camminasse in città senza scorta e senza problemi. Nel pomeriggio ho ricevuto delle minacce da un poco di buono, tale Francesco Battaglia, soprannominato “Ciccio pizzetto”.  Qualche mese dopo Battaglia fu arrestato nel corso dell’operazione antimafia ‘Survivor’. Ho dato certamente fastidio ai ‘padrini’, anche sulle speculazioni edilizie che ho intercettato e sventato“.

Ci può raccontare un episodio?

Mi invita a nozze, poi non si lamenti che parlo tanto, è la rabbia. Anche in questo caso faccio i nomi. Un pregiudicato per 416 bis adesso nuovamente imputato per lo stesso reato, tale Elio Greco, stava portando avanti una operazione affittando il suo capannone ad un cinese che avrebbe dovuto trasformarlo in un centro commerciale. Abbiamo scoperto che il cinese avrebbe pagato un canone mensile di 10.000 euro. Ma la cosa che ci ha indotti a sospettare è che il locatario risultava essere un ambulante. Abbiamo quindi  richiesto una informativa antimafia sulla proprietà e scoperto che era di Greco. Abbiamo bloccato l’iter autorizzativo e ricevuto il plauso di Prefettura ed anche di Paolo Borrometi. E adesso sciolgono la mia amministrazione?!“.

Il nome di Giovanni Moscato compare comunque in una vicenda giudiziaria, anche se non c’entra nulla la mafia…

La ringrazio per l’osservazione che mi consente di chiarire il punto. Io sono effettivamente indagato per corruzione elettorale perché ad una settimana dal mio insediamento ho firmato una proroga per consentire la raccolta dei rifiuti. Era il 30 giugno del 2016, sette giorni dopo il mio insediamento. Il tutto era stato concordato con il prefetto per scongiurare l’insorgere di una emergenza rifiuti a Vittoria. A novembre poi, abbiamo affidato i lavori con gara pubblica.  Tra l’altro in quella indagine gli stessi inquirenti chiariscono che io non ho alcun tipo di rapporto, nemmeno alla lontana, con la criminalità organizzata“.

Allora come si spiega questo provvedimento?

Non me lo spiego. La commissione prefettizia ha chiesto gli atti che vanno dal 2006 al 2017, cioè antecedenti al mio mandato che inizia a metà del 2016, la persona coinvolta è il fratello dell’ex sindaco Pd, diventato consigliere comunale e poi dimessosi a seguito delle indagini. E io che cosa c’entro? Secondo me c’è una cattiva interpretazione della legge. Si interviene sciogliendo un’amministrazione comunale per bonificare un territorio, ma non si scioglie un Comune per responsabilità passate. Si è colpita un’intera amministrazione perché c’è un consigliere comunale, per giunta dell’opposizione, quindi ininfluente, e già dimessosi per l’indagine di voto di scambio politico-mafioso. Incredibile

Cosa intende fare dopo questa vicenda? 

Guardi Vittoria è una città di 70.000 abitanti, un centro economico importante e questo provvedimento è un danno notevole per un’intera area geografica. Noi avevamo puntato al rilancio della città, iniziato tra i primi con la raccolta differenziata, abbiamo modificato il piano regolatore dando una vocazione turistica al territorio in armonia con l’economia agricola che la caratterizza, abbiamo ricevuto 30 milioni di euro di finanziamenti europei per investimenti e sviluppo. Pensa che abbandoni tutto il lavoro fatto? Attendo di leggere le carte, poi partirà il ricorso, io non mi fermo qua“.