Giustizia: morto il magistrato Vittorio Aliquò, con Borsellino incontrò Mancino

0
45

E’ morto il magistrato Vittorio Aliquò, 85 anni, conosciuto a tutti come un gentiluomo. Fu testimone del famoso incontro tra il ministro dell’Interno Nicola Mancino e Paolo Borsellino, smentì sempre la ricostruzione dell’accusa con la precisione che lo contraddistingueva. Mai sopra le righe, mai una parola di troppo, Vittorio Aliquò anche se negli anni in cui fu prima sostituto e poi procuratore aggiunto, nel capoluogo siciliano accadde di tutto, dalle guerre di mafia alle stragi, alle lacerazioni in Procura, prima durante il periodo in cui a guidarla fu Pietro Giammanco e poi all’epoca dei grandi processi, quando il capo era Gian Carlo Caselli.

Grazie alla sua notorietà per gli studi entomologici e alla sua collezione di 80 mila coleotteri, l’Università di Palermo gli aveva conferito la laurea honoris causa in Biodiversità ed evoluzione, dopo essere andato in pensione, nel 2009, da avvocato generale presso la Corte d’appello. Oltre all’indagine sulla scomparsa della piccola Santina Renda, uccisa e con ogni probabilità gettata nell’immondizia nel 1990, Aliquò coordinò la Direzione distrettuale antimafia.

Fu per questo che era con Paolo Borsellino il primo luglio del 1992, quando i due, a Roma, andarono a trovare, subito dopo il suo insediamento, il ministro Mancino al Viminale: secondo la ricostruzione a lungo portata avanti dalle Procure di Caltanissetta e Palermo, in quell’occasione Borsellino avrebbe parlato con Mancino, facendogli importanti rivelazioni.

Oltre al ministro, poi imputato di falsa testimonianza al processo Trattativa (e assolto) e che aveva detto di non ricordare praticamente nulla, anche Aliquò aveva negato ogni ipotesi del genere: “Durò pochissimo, Mancino ci incontrò fra tantissime persone, poi continuò il suo giro di saluti”. (Agi)