Giustizia: oltre 50 parlamentari formano intergruppo per separazione delle carriere

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Oltre 50 parlamentari di ogni gruppo politico hanno aderito all’intergruppo sulla separazione delle carriere tra Pm e giudici. Su iniziativa del deputato azzurro, Enrico Costa, l’intergruppo punta esplicitamente a imprimere un’accelerazione all’esame e all’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalle Camere penali, già assegnata alla Prima Commissione della Camera.

“Avere oltre 50 aderenti – osserva Costa in una conferenza stampa a Montecitorio – rappresenta un grandissimo successo. Il nostro obiettivo è creare un luogo di dibattito e approfondimento su un tema che va assolutamente deideologicizzato allo scopo di raggiungere un esame più largamente condiviso possibile”.

Tutti i parlamentari sottolineano che nessuno pensa di prevaricare le funzioni del Pm, semmai l’obiettivo è attuare e garantire il ruolo di terzietà dell’accusa rispetto al giudice. Il mantra del’iniziativa è avere un Pm indipendente dalla politica e un giudice indipendente dal Pm.

Per il gruppo dei Cinque Stelle è presente Roberto Cataldi. A suo giudizio l’intergruppo raccoglie “un gruppo di giuristi che punta a evitare uno scontro ideologico su un tema tanto delicato”. Anche Roberto Giachetti (Pd), da sempre in prima linea su questo fronte, batte su questo punto, sottolineando che la sua posizione è personale e non “è quella del partito”. “La forza di questa iniziativa – aggiunge – è la volontà di rimettere al centro la responsabilita’ della politica di legiferare in modo autonomo, di far decidere il Parlamento sovrano, senza alcuna delega alla magistratura”.

Anche la Lega ha aderito in massa a questo intergruppo. Roberto Turri, capogruppo Lega in Commissione Giustizia lamenta addirittura il fatto che il testo è all’esame della Prima Commissione e non in Commissione Giustizia. “Questo testo – sottolinea il relatore del provvedimento, Paolo Sisto (Fi) – non riguarda le nostre appartenenze, quanto una riforma di ingegneria istituzionale contro due contaminazioni ai danni del processo, quella del giustizialismo e quella delle aspettative di condanna da parte dei media. Di fatto proponiamo la conferma di un principio già previsto dalla Costituzione”.

Anche Carolina Varchi (Fratelli d’Italia), ricorda che il principio alla base della separazione delle carriere “è già dentro la nostra Carta e non deve essere interpretata come un atto di ostilità nei confronti dei magistrati”.

Infine, secondo Catello Vitiello (Gruppo Misto) il testo “non è contro la magistratura ma a favore della terzietà, perché esalta e tutela la funzione di garanzia dell’organo giudicante”. (ANSA)