Gli avvocati tributaristi: “La Flat Tax va raccordata con il principio di progressività”

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Si è tenuto questo pomeriggio, nell’Aula Magna della Corte di Appello di Palermo, il Convegno sul tema “Novità in tema di pace fiscale, Flat Tax e sovraindebitamento”. L’appuntamento è stato organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e dall’Uncat con il patrocinio della Camera degli avvocati tributaristi di Palermo, dell Agius e dell’Aipgt.

L’incontro è stato aperto dagli gli indirizzi di saluto di Alessandro Paino, presidente della Camera avvocati Tributaristi, di Francesco Leone, presidente dell’Agius e di Caterina Mirto,
coordinatrice del Centro studi del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Le relazioni sui recenti provvedimenti sulla pace fiscale e sulla Flat tax sono state tenute dai legali Castrenze Giamportone, Chiara Gioè, Domenico Carota, da Luigi Romano e da Marilena Sireci (nella foto sopra insieme a Giamportone). Ha introdotto e moderato l’incontro Angelo Cuva, docente di Diritto Tributario nell’Università di Palermo e Tesoriere dell’Uncat.

Il professore Cuva, nel richiamare il progetto di riforma della giustizia tributaria elaborato dall’Uncat, ha anche evidenziato i vantaggi e le condizioni della introduzione della cosiddetta Flat tax, oggetto di un vivace dibattito in sede di proposte legislative.

“La Flat tax ( imposta ad aliquota unica ) – è la conclusione del convegno – può certamente determinare nel nostro Paese degli effetti positivi in termini di riduzione ( e redistribuzione) della pressione fiscale e conseguentemente un contenimento dei comportamenti evasivi ed elusivi con effetti positivi sul gettito fiscale ( non di breve periodo). Deve però essere garantita una copertura finanziaria, anche, con una forte riduzione e razionalizzazione delle numerosissime agevolazioni fiscali vigenti e, sopratutto, assicurato il rispetto del principio costituzionale di progressività del prelievo attraverso la previsione di una ‘no tax area’ e di un sistema articolato di detrazioni e deduzioni (in parte già esistenti nell’IRPEF) che decrescono al crescere della base imponibile. E’, quindi, indispensabile che attraverso tale interventi il sistema tributario italiano risulti nel suo complesso ‘informato a criteri di progressività’ come previsto dalla nostra costituzione”.