Gli esercenti cinematografici: “Il Dpcm del governo è insensato”

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dpcm del governo conte

Monta la protesta contro il Dpcm del governo Conte che ha imposto, tra l’altro, la chiusura di cinema e teatri. A contestare il provvedimento gli imprenditori del settore di tutta Italia, in Sicilia una presa di posizione durissima viene dal segretario regionale dell’Ueci (Unione esercenti cinematografici italiani) Eugenio Siviglia.

Chiuse le sale cinematografiche per paura che possano essere causa di contagi da coronavirus, una misura eccessiva?

“Il Dpcm del governo in materia opera una scelta scellerata con la chiusura di cinema e teatri, luoghi sicuri fino a prova contraria. Sono stati fatti sforzi economici enormi per adeguare le strutture alle prescrizioni del governo dettate dai comitati scientifici.”

Ma trattandosi di luoghi chiusi e potenzialmente molto frequentati non potrebbero essere effettivamente pericoloso continuare a tenere gli spettacoli?

“No, è stato accertato che su 347262 spettatori c’è stato un solo contagio e che succede? siamo premiati con la chiusura dal 26 ottobre al 24 novembre. Abbiamo avuto una ripartenza dal 15 giugno disastrosa pochissimi film in uscita molti film di primaria importanza rinviati a data da destinarsi il poco prodotto distribuito in modo insufficiente per tutte le strutture e ancora film andati direttamente senza passaggio al cinema in streaming un mercato completamente allo sbando”.

Il governo comunque ha assicurato un ristoro economico per il mondo dello spettacolo e della cultura…

“Oggi il mondo dello spettacolo e della cultura è in ginocchio agonizzante l’appello alle istituzione e quello di assicurare aiuti immediati. il presidente Conte e il ministro Franceschini hanno dichiarato che arriveranno presto dei ristori, noi replichiamo che ‘presto’ e già tardi, gli aiuti devono essere immediati come deve essere immediato un tavolo tecnico per ristabilire regole certe in tutto il comparto cinema. Ricordiamoci sempre che le sale cinematografiche e i teatri sono fondamentali e indispensabili per il nostro Paese perché luoghi di aggregazione sociale e culturale. Un popolo cresce là dove cresce la cultura”.