“Gli impegni del governo non valgono niente”, in rivolta i 24mila forestali siciliani

0
23

Da domani tutti i 24.000 forestali siciliani saranno sospesi dal lavoro e scatta subito la protesta di Flai, Fai e Uila regionali con la proclamazione dello sciopero generale della categoria e l’annuncio di iniziative di mobilitazione a oltranza in tutta l’Isola. Già domani si terranno presidi di lavoratori a Palermo e Catania, davanti alle prefetture e alla Presidenza della Regione, e davanti all’Azienda foreste di Messina. La protesta potrebbe inoltre sfociare nei prossimi giorni in una manifestazione regionale a Palermo.

La scorsa settimana il governo aveva assicurato ai sindacati che non ci sarebbero state sospensioni almeno fino al 30, in attesa della delibera Cipe da 650 milioni di euro, 88 dei quali per il finanziamento delle attività dei forestali, “un impegno che oggi si rivela carta straccia”. I tre segretari generali Salvatore Tripi, Fabrizio Colonna e Gaetano Pensabene, parlano di “prevedibile crescita della tensione tra i lavoratori” rigettando sul governo la responsabiità di “eventuali degenerazioni della protesta. Il sindacati e i lavoratori sono stanchi delle continue prese in giro e reputano grave e intollerabile che mentre i già precari diritti dei lavoratori rischiano di essere definitivamente compromessi, l’unica attenzione della politica e della burocrazia sia quella rivolta alle alchimie di partito, trascurando gli interessi reali delle popolazioni e del territorio siciliano”.

Sospesi dal lavoro saranno, tra l’altro, i 5.700 forestali della provincia di Palermo, tra antincendio e settore manutenzioni, ma anche di altre province: il problema riguarda in particolare i 78isti che hanno iniziato le loro giornate il 28 settembre e avrebbero dovuto terminarle il 31 dicembre. “E’ un fatto gravissimo. Non si è mai verificato nella storia della categoria – dice la Cgil – che i forestali non effettuassero nemmeno le giornate minime previste dalla legge. Chiediamo al governo regionale e a quello nazionale di intervenire rapidamente per sbloccare la delibera del Cipe di 88 milioni dei fondi di sviluppo e coesione”.