“Gnuri” ed “Enza sempre in bianco” al Convento Cabaret

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Secondo appuntamento con “Compagni di scena”, il primo concorso bandito dal Convento Cabaret e rivolto alle compagnie teatrali siciliane.

Domenica 31 maggio si parte alle 18 con “Gnuri” di Marcello Maniscalco con la regia di Michele Perricone. La città di Palermo, nel ricordo dello “Gnuri” al quale lo assessore preposto, in nome di un falso progresso, ha vietato l’uso della carrozzella. Questo “Gnuri” con la mente a pezzi, ritorna attraverso la carrozzella alla Palermo di un tempo, un altro mondo, dove forse “il pane era più amaro ma l’aria più dolce”. Il ricordo galoppa al ritmo del cavallo; solo attraverso tale mezzo di locomozione si possono assaporare, infatti, gli antichi odori, sapori, i mestieri scomparsi, luci e brezze dimenticate, anche senza andare troppo indietro nel tempo.

Il racconto è un pretesto e la chiave registica troverà, nella rievocazione dello “Gnuri” le indicazioni necessarie, per riportare nell’aria quel profumo smarrito e la semplicità di come si viveva un tempo. Titolo: “Gnuri” Autore: Marcello Maniscalco Genere: prosa Durata: 1 ora e trenta minuti (atto unico) Cast: Michele Perricone; Marco Feo; Federica Greco. Regia: Michele Perricone Ingresso: 10 euro

Alle 21,30 sarà la volta del Gruppo Teatro Totem con “Enza sempre in bianco” di Maria Teresa de Sanctis che racconta la storia di una piccola grande donna come tante perché è sempre dai più deboli che la società continua a esigere coraggio e sacrificio. Enza, una delle tante mogli del Sud (la storia è sempre la stessa per tutti i Sud del mondo) che portavano avanti le famiglie da sole mentre i mariti emigrati lavoravano all’estero tornando a casa una volta all’anno. Il bianco è allora il colore che caratterizza questa figura: lo troviamo sin dal titolo nel gioco di parole che allude a questa esistenza fatta di solitudine, ma è anche bianco quell’abito indossato da Enza nel suo primo incontro coll’amato, ed è anche così, in bianco, che la ricorda il suo Gaspare, l’amato marito lontano.

E ancora il bianco indica quell’estrema purezza d’animo del personaggio che, insieme al ritmo leggero e comico del testo, conferisce al lavoro una certa tensione drammatica. Enza si sta preparando per andare a trovare il marito in Germania e si sente emozionata come fosse il loro primo incontro dei tempi che furono. Un racconto scandito da una colonna sonora irresistibile. Lo spettacolo dura circa 60 minuti. Testo, regia, scene e interpretazione di Maria Teresa de Sanctis Luci: Guglielmo Davì. Ingresso: 10 euro