Gonzaga: calano gli iscritti, ristrutturazione del personale

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La crisi non risparmia neppure il Gonzaga, la scure della ristrutturazione e dei licenziamenti si abbatte anche sullo storico istituto palermitano. Sono trentuno i dipendenti dell’istituto coinvolti, undici dei quali in assemblea permanente davanti i cancelli dell’ingresso di via Piersanti Mattarella.

Il calo di iscrizioni e la riduzione degli spazi dopo il “divorzio” con le suore che gestiscono l’istituto “Ancelle” alla base della scelta dei gesuiti. Ieri la notizia dei licenziamenti e della protesta dei lavoratori ha fatto il giro delle redazioni, oggi la replica della Compagnia di Gesù che da la sua versione della vicenda.

“L’impegno per il rilancio della scuola, fondata dai Gesuiti nel 1919, rappresenta anche una grande sfida per la salvaguardia di una istituzione educativa da sempre parte integrante del patrimonio sociale e culturale della città di Palermo – scrivono i vertici dell’istituto -. Tale impegno si è concretizzato  nell’invio a Palermo di ulteriore personale, scelto sia tra i giovani gesuiti, che tra figure di esperienza e rilievo nella Compagnia di Gesù; in un consistente investimento economico sulla struttura del Gonzaga che ha visto la partecipazione della Rete dei Collegi dei Gesuiti;  nella ricerca e nella progressiva attuazione di didattiche rinnovate alla luce delle più recenti esperienze nel campo e in risposta alle nuove esigenze formative. Il Progetto di rilancio – prosegue la nota dei Gesuiti – passa anche e necessariamente attraverso una riorganizzazione aziendale, dentro uno scenario radicalmente mutato rispetto al passato e che, in quanto tale, impone un’azione costruttiva e decisa su aspetti critici di carattere decisamente strutturale e non congiunturale”.

Le cause delle criticità, secondo i vertici del Gonzaga, sono da ricercare nella la sensibile riduzione del numero degli alunni avvenuta nell’ultimo decennio e nell’uscita  l’uscita delle Ancelle del Sacro Cuore dall’Associazione Cei con la conseguente riduzione degli spazi adibiti ad attività scolastica. Questi due fattori, spiegano ancora i Gesuiti, impongono “la necessità di creare un bilancio sano che faccia uscire dalle sproporzioni percentuali imposte dal costo del lavoro parametrato sul passato, percentuali ora  insostenibili per qualunque organizzazione”.

Tutti questi fattori hanno fatto riscontrare un esubero di personale non docente nella misura di circa 30 unità. “A fronte del suddetto scenario, dopo 23 mesi di ricorso agli ammortizzatori sociali con i contratti di solidarietà (2013-2015) – spiega la nota del Gonzaga – il 30 aprile 2015 l’Istituto ha siglato un accordo con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, in deroga al CCNL AGIDAE, per una destinazione dei ricavi per il 70 per cento al personale e per il 30 per cento alla gestione e con l’impegno di addivenire, entro un anno, ad una possibile revisione dello stesso. Lo studio attento delle possibili soluzioni, unito al determinato impegno dell’Istituto a salvaguardare il lavoro dipendente, ha condotto il Gonzaga a formulare, nell’ottobre scorso, due opzioni e proposte”.

La prima prevede l’esternalizzazione dei servizi ausiliari , con specifiche garanzie occupazionali e retributive; la seconda prevede la trasformazione del rapporto di lavoro di 25 lavoratori ATA a part time con 25 ore settimanali; di 6 unità di personale amministrativo a part time con 31 ore settimanali e il prepensionamento di 5 lavoratori .

Secondo i vertici del’istituto i sindati hanno risposto picche alle due proposte, obbligando di fatto il Gonzaga-Cei  a procedere con il licenziamento collettivo del personale ATA, essendo impossibile un nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali. In ogni caso, spiegano ancora i Gesuiti, tra i dipendenti, appartenenti al personale dei servizi ausiliari, alcuni hanno richiesto alla società che ha appaltato i servizi di pulizia, vigilanza e assistenza di essere assunti e la stessa ha accolto tale richiesta. “In tal modo – conclude la nota – il passaggio di gestione dei servizi potrà avvenire con tranquillità e né la qualità dell’insegnamento né l’assistenza agli studenti, verranno in alcun modo pregiudicate”.