Governo Conte: ecco chi sono i cinque sottosegretari siciliani

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Nel Governo di Giuseppe Conte si avvarrà della collaborazione di 45 sottosegretari, cinque di questi sono siciliani, che saranno chiamati ad occuparsi di questioni specifiche su cui hanno una maggiore preparazione. I siciliani sono Michele Geraci, Vincenzo Santangelo, Manlio Di Stefano, Alessio Villarosa e Vito Crimi. Ecco i loro profili.

Michele Geraci, 51 anni, di Palermo, economista internazionale, il suo nome era finito i possibili candidati a presidente del Consiglio del governo Lega-M5S. È stato definito sui giornali “il prof. cinese” che mette d’accordo Lega e M5S”. Una delle sue prime uscite pubbliche in una manifestazione di partito a metà del luglio 2017 a Piacenza con la Lega di Matteo Salvini, dove Geraci aveva esortato la platea a studiare la Cina, che da anni non è più solo l’economia della contraffazione ma anche un attore globale che si sta comprando l’economia africana, dalla quale vengono espulsi proprio molti degli immigrati in arrivo sulle coste italiane. 

Il professore aveva spiegato a Salvini, con il quale era arrivato a Piacenza in macchina da Milano, quali sono “i cardini del successo della Cina, che decide ogni anno quanto costruire, quante persone si dovranno trasferire dalle campagne alle città e programma l’immigrazione, controlla i dazi sul commercio internazionale e i tassi di interesse”. E ha avvertito che da laggiù arriverà presto uno “tsunami” sul mercato del manifatturiero.

Michele Geraci si è laureato all’inizio degli anni ’90 in Ingegneria elettronica all’Università di Palermo, dopo una importante esperienza in British Telecom nella progettazione di satelliti per videoconferenza, ha ottenuto il master in Business Administration al MIT di Boston dove è stato allievo del premio Nobel per l’Economia Franco Modigliani. E’ stato a lungo banchiere d’affari nella City a Londra e oggi insegna alla University of Nottingham, all’Università di Zhejiang e alla New York University di Shanghai. Geraci è a capo della sede in Cina del think tank di Londra Global Policy Institute. Ha scritto numerosi interventi sull’economia cinese sul blog di Beppe Grillo e interviene di frequente in televisione e sui giornali come esperto di Cina ed economia internazionale. Nel 2015 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia – un’onoreficenza riservata a chi ha migliorato la collaborazione dell’Italia con altri paesi – dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Vincenzo Santangelo, 46 anni, di Trapani, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, senatore del Movimento 5 Stelle dal 2013. Rieletto lo scorso 4 marzo proprio nel collegio di Trapani. Prima di entrare in Parlamento era architetto libero professionista.  Lo scorso ottobre, durante una discussione in Senato sulla legge elettorale, come atto di protesta contro quella che definì una “legge anticostituzionale”, si tolse la cravatta, un gesto vietato in Senato.

Manlio Di Stefano, 38 anni, di Palermo, sottosegretario agli Esteri: ingegnere informatico diventato parlamentare del M5S, di cui è uno dei principali riferimenti sulla politica estera. Ha posizioni scettiche sulla NATO e l’Unione Europea, e di apertura nei confronti della Russia. Nel 2016 partecipò per conto del M5S al congresso di Russia Unita, il partito del presidente russo Vladimir Putin .

Alessio Villarosa, 37 anni, di Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina, sottosegretario per l’Economia e le Finanze, Alessio Villarosa – Sottosegretario per l’Economia e le Finanze. Laureato in Economia aziendale, ha lavorato per quattro anni come operaio in una fabbrica di reti ortopediche e poi ha fondato un’azienda nel settore farmaceutico. Nel 2013 fu eletto eletto deputato con il M5S e nominato membro della Commissione finanze; eletto presidente del gruppo parlamentare dopo le dimissioni di Riccardo Nuti.

Infine, Vito Crimi, 46 anni, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria. Palermitano di Brancaccio, è uno dei volti più conosciuti del Movimento 5 Stelle. Nel 2000 si è trasferito a Brescia per ragioni di lavoro, dove ha lavorato come assistente giudiziario in Corte d’appello al Tribunale. Eletto per la prima volta al Senato nel 2013, Crimi fu scelto come primo portavoce del gruppo parlamentare, insieme con la deputata Roberta Lombardi. Grazie a questo ruolo ebbe una grande visibilità mediatica e partecipò alle trattative in streaming con l’allora segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Crimi però non ha mai fatto molta carriera nel Movimento. Non fece parte del “direttorio” e anche oggi è considerato un dirigente di secondo piano.