Il grillino Roberto Fico eletto presidente della Camera dei Deputati

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Il napoletano Roberto Fico, 44 anni, è il nuovo presidente della Camera dei deputati. L’accordo tra il centrodestra e il Movimento Cinque Stelle porta alla fumata bianca dei vertici dei due rami del Parlamento italiano e getta le basi per un nuovo governo a trazione Di Maio Salvini. L’intesa raggiunta in mattinata.

Fico, alla Camera dal 2013, è stato eletto a larga maggioranza dall’assemblea di Montecitorio nella tarda mattinata, pochi minuti prima del verdetto di Palazzo Madama dove a spuntarla è stata Maria Elisabetta Alberti Casellati. L’esponente dei 5 stelle, già presidente della commissione di vigilanza Rai nella scorsa legislatura, ha ottenuto il quorum necessario nella quarta chiama dell’aula di Montecitorio con 422 preferenze.

Considerato leader dell’ala “ortodossa”, è stato presidente della Commissione parlamentare Vigilanza Rai. Oltre ai voti dei 5 stelle, Roberto Fico ha incassato quelli di Forza Italia, Lega Nord, Fdi e Nci. Solo i deputati M5S si sono alzati in piedi per una standing ovation per Roberto Fico quando ha raggiunto la quota 311 voti, il quorum richiesto. Tutti gli altri sono rimasti fermi.

“Grazie”. È il commento postato su Facebook da Roberto Fico, accompagnato dalla foto dell’abbraccio con il leader del M5S Luigi Di Maio. Le prime parole di Fico dalla poltrona più alta di Montecitorio sono perché il Parlamento “ritrovi la sua centralità”. “Un Parlamento centrale è un Parlamento in cui i cittadini possono fidarsi”, ha detto, anche “per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e delle sfide globali”.

L’impegno è a mettere il taglio dei costi della politica “tra le priorità” e a essere “imparziale”. “Mi ispirerò a tre principi – ha detto Roberto Fico -: garantire un alto livello di discussione, rispettare tutte le componenti politiche, interpretare lo spirito di cambiamento chiesto dai cittadini”.

Roberto Fico si è diplomato al Liceo classico Umberto I, ha una laurea con lode in Scienze della Comunicazione a Trieste con un’esperienza a Helsinki, dove ha vissuto per il progetto studi Erasmus. Ha lavorato prevalentemente nel settore della comunicazione, uffici stampa compresi, ma è stato impiegato anche in un call-center per un anno.

Considerato l’anima che incarna la sinistra del Movimento, Fico ha fondato nel 2005 il meetup Amici di Beppe Grillo di Napoli. “Volevo portare avanti azioni concrete per la mia città. Ho scoperto in breve tempo che non ero il solo», scrive di sé e dell’esperienza che gli cambierà la vita. Uomo fidato di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, il deputato napoletano, prima di entrare a Montecitorio e diventare presidente della Commissione di Vigilanza – rinunciando all’indennità e all’auto blu – è stato candidato a governatore della Campania, a sindaco di Napoli, ma anche, nel 2013, alla presidenza della Camera.

Dai vertici M5S viene indicato nel direttorio che affianca il Grillo un “pò stanchino” nel novembre 2014. Oltre a Fico e Di Maio ne fanno parte anche Alessandro Di Battista, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. Il deputato napoletano è stato descritto dai retroscena come il capo degli ortodossi, di certo in questi anni ha avuto alti e bassi con Di Maio e con il cambio di pelle che ha segnato il Movimento. Quando scoppia il caso Muraro in Campidoglio la distanza tra i due diventa ampissima e scende il gelo quando Di Maio diviene candidato premier e capo politico del Movimento, tanto che Fico si rifiuta di salire sul palco di Italia 5 Stelle che ne ha sancito l’incoronazione.

Lui, 5 Stelle della prima ora e da molti considerato “più grillino di Grillo”, fatica a scendere a patti con la metamorfosi del Movimento che ha visto nascere. Ma in questi mesi i due hanno lavorato fianco a fianco, ricostruendo la fiducia reciproca e mettendo da parte i rancori del passato. A suggellare la ritrovata intesa, il lunghissimo e commosso abbraccio, quando Di Maio ha fatto il suo nome per la presidenza della Camera incassando la standing ovation di tutti, eletti del vecchio e del nuovo corso.