I vitalizi in Sicilia “pesano” sul bilancio regionale per 18 milioni di euro l’anno

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I vitalizi in Sicilia “pesano” sul bilancio della Regione 18 milioni di euro l’anno, un milione e mezzo al mese. A goderne sono 319 persone, non sono solo gli ex deputati regionali, ma anche i loro eredi più prossimi.

Nonostante il vitalizio a favore degli eredi degli ex deputati dell’Ars sia stato abolito già da sette anni, il primo gennaio 2012,  le casse regionali continuano a pagare gli assegni ai beneficiari che ne avevano maturato il diritto ai sensi della precedente normativa. Per esempio l’assegno di reversibilità raggiunge oggi anche il figlio di Giuseppe Alessi, il padre dell’autonomia siciliana, primo presidente della Regione.

La Regione adesso sembra però pronta a cambiare registro. Ieri sera la giunta Musumeci ha deciso di non impugnare la legge di bilancio dello Stato sui vitalizi che impone anche all’Isola di tagliarli entro aprile agli ex deputati e ai loro eredi, pena un colpo di scure sui trasferimenti.

Le prossime settimane serviranno a mettere mano a un nuovo sistema. Evitato, dunque, lo scontro con lo Stato e il governo nazionale e spente le polemiche soprattutto con il Movimento cinque stelle. Nello stesso tempo è stato deciso che “si affronterà il profilo della norma relativa alla illegittima riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato”: ma questa è un’altra partita. O forse no. Quella sui vitalizi, di certo, è insieme simbolica e politica.

GLI EX DEPUTATI E I LORO EREDI – Un istituto ancora esistente in Sicilia anche se sembra destinato a scomparire con la manovra nazionale che ha dato un input decisivo, avendo previsto una corposa sforbiciata dei trasferimenti statali nei confronti delle Regioni che non si adeguano.

Sono 319 le posizioni che pesano sui conti dell’Ars. Nel dettaglio, sono 158 gli assegni vitalizi diretti erogati agli ex deputati per 761.587 euro al mese; 123 gli assegni di reversibilità agli eredi per 560.483 euro mensili; 31 le pensioni dirette erogate con il sistema “pro-rata” per 171.826 euro mensili; 3 le pensioni di reversibilità “pro-rata” per 9.788 euro mensili; e 4 le pensioni dirette erogate con il sistema contributivo per 2.832 euro al mese.

L’ATTUALE SISTEMA- Con l’abolizione dei vitalizi siciliani nel 2012, è stato istituito un sistema previdenziale contributivo, simile a quello previsto per i pubblici dipendenti, in base al quale il deputato cessato dalla carica, riceve al momento in cui matura il relativo diritto, una pensione commisurata all’ammontare dei contributi versati. Il nuovo regolamento delle pensioni prevede a carico del deputato una trattenuta mensile pari all’8,80 per cento dell’indennità lorda. Le pensioni calcolate con il nuovo sistema nonché gli assegni vitalizi tuttora erogati in forza della vecchia disciplina sono erogati per 12 mensilità.

STOP AI CONDANNATI – Le novità più rilevanti introdotte dalla disciplina che interesserà anche i vitalizi in Sicilia sono il requisito minimo effettivo di mandato parlamentare pari a cinque anni, senza possibilità di versare contributi per ricongiungere periodi di legislatura non effettivamente svolti; età minima di 65 anni per conseguire l’assegno vitalizio o pensione, anche per i deputati cessati dal mandato prima dell’entrata in vigore dell’attuale Regolamento delle pensioni, ovvero 60 anni per chi ha svolto il mandato per almeno 10 anni; sospensione del pagamento della stessa qualora il deputato sia rieletto all’Ars, o sia eletto al Parlamento nazionale, al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale o ricopra determinate cariche pubbliche; sospensione della pensione nei casi di condanna definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione che comportino interdizione dai pubblici uffici.

IN FILA PER L’ASSEGNO – Alla luce della normativa vigente, pertanto, si possono distinguere la categoria degli assegni vitalizi diretti, integralmente maturati precedentemente al primo gennaio 2012 con il sistema retributivo e la categoria delle pensioni dirette “pro-rata”, maturate in diversa percentuale con il sistema retributivo e l’attuale sistema contributivo. A regime le pensioni future saranno integralmente erogate con il sistema contributivo. Analoga partizione tra sistema retributivo e sistema misto “pro-rata”, per il regime delle pensioni di reversibilità, erogate nel caso di morte di un deputato che abbia esercitato il mandato parlamentare per un periodo non inferiore a 5 anni, ovvero di un ex deputato titolare di pensione o in attesa di maturare il requisito di età per poter percepire la pensione, in favore di alcune categorie di familiari superstiti.