Il boss Brunno voleva “nascondere” la casa di famiglia: scatta il sequestro

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Era stato arrestato nell’ottobre scorso, a Malta, dopo 5 anni di latitanza: adesso per Sebastiano Brunno, 56 anni, ritenuto il reggente del clan Nardo di Lentini, scatta anche il sequestro. Il provvedimento, eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Catania, riguarda beni per 200 mila euro e in particolare un appartamento che il capomafia cercava di “nascondere” agli investigatori.

Si tratta di una casa di famiglia in zona Balate di Zacco a Carlentini, in provincia di Siracusa, che secondo una serie di accertamenti sarebbe riconducibile al boss nonostante sia formalmente ancora intestata all’impresa costruttrice che ha realizzato i lavori. A svelarlo ai magistrati è stato un collaboratore di giustizia: “Si tratta di un trucco – ha detto il pentito – per evitare che l’appartamento venisse sequestrato”.

Inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi, Brunno era stato condannato all’ergastolo nel 2005 dalla Corte di Assise d’Appello di Catania, per concorso nell’ omicidio aggravato di Nicolò Agnello. Nel 2009, quando la condanna divenne definitiva, si rese irreperibile, rimanendo latitante fino al 2 ottobre scorso, quando fu arrestato a nord dell’isola di Malta.