Il cameo di Miccichè nel film di Grimaldi su Mattarella diventa un caso

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cameo di miccichè

Il cameo di Miccichè nel film di Aurelio Grimaldi su Piersanti Mattarella diventa un caso. Il regista è stato costretto a scrivere una lettera al quotidiano la Repubblica che aveva dato notizia di malumori manifestati dall’attore Dario Veca a seguito dell’assegnazione di una parte al presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè.

Urgono alcune precisazioni in relazione al ruolo di presidente dell’Ars nella scena che abbiamo girato a Sala d’Ercole lunedì scorso. In quell’occasione comunicai all’ottimo Dario Veca la mia modifica di ruoli e scena, e Dario, sul set, non mi ha manifestato alcuna contrarietà accettando la mia proposta. Che, devo dire, è del tutto, dal punto di vista recitativo, a suo vantaggio” – scrive Aurelio Grimaldi, il regista del film dal titolo Il delitto Mattarella.

L’attore si era visto sostituito nella parte da Miccichè. Ma Grimaldi spiega nel testo pubblicato sul sito del quotidiano: “Nella vecchia versione di sceneggiatura il battibecco avveniva tra La Torre e il presidente dell’Ars, che risultavano gli unici soggetti parlanti nella scena. In questa mia nuova versione il battibecco avviene tra La Torre e i capigruppo della Dc (ruolo proposto a Dario) e del Msi. Al presidente resta il mero ruolo di vano soggetto che cerca di placare il caos in aula tra La Torre e i due capigruppo, che invece domineranno la scena nella bagarre dell’aula, confinando il presidente a puro ruolo (anche visivamente) prospettico. A questo punto, parlare di ‘concorrenza’ di un politico ai danni di un attore… Così come, nel titolo dell’articolo, scrivere di un politico ‘che ha preteso’ il ruolo di un altro attore…” – commenta Grimaldi.

Il regista po assicura: “Resto un cittadino politicamente all’antitesi del partito del presidente Miccichè, ma colgo al volo l’occasione per complimentarmi ancora con lui per la sua presa di posizione così dura e temeraria contro il ministro e vice premier Salvini in un periodo dove sembra che razzismi e intolleranze facciano guadagnare tanti indegni voti a dispetto di chi crede nell’integrazione e nella fratellanza. Ciò che più conta è che soggetti di idee politiche esplicitamente distanti si siano trovati fortemente uniti nel voler ricordare il presidente Piersanti in un film che si sforza di riconoscere a questo indimenticabile siciliano il ruolo di grande politico ma anche di grande essere umano”.