Il Comune di Mezzojuso sciolto per mafia dopo le denunce delle sorelle Napoli

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Il Comune di Mezzojuso sciolto per mafia. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“A seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali” – si legge in una nota, Palazzo Chigi ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Mezzojuso  e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una Commissione di gestione straordinaria.

Sul piccolo centro del Palermitano da mesi si erano accesi anche i riflettori della stampa nazionale con La7 che ha dato voce alle denunce di minacce e intimidazioni delle sorelle Napoli, secondo le quali la mafia locale avrebbe puntato ad accaparrarsi le loro terre.

“Ho appreso, dagli organi di stampa, della decisione del Consiglio dei ministri di scioglimento del comune di Mezzojuso per il concreto rischio di infiltrazioni mafiose. Mi riservo  – dice il sindaco Salvatore Giardina – di conoscere i contenuti della relazione e le motivazioni che hanno portato a una tale decisione e valutare successivamente il da farsi. Voglio rassicurare i cittadini di Mezzojuso perché restino fiduciosi nelle Istituzioni, sicuro che il nostro ordinamento legislativo garantisce strumenti e rimedi adeguati a far valere le nostre ragioni nelle sedi opportune”.

“Ringrazio gli assessori e i consiglieri comunali, ai quali non posso che confermare la fiducia che ho sempre in loro riposto – aggiunge Giardina – per aver continuato ad amministrare questo comune, nonostante la denigratoria campagna mediatica della quale siamo stati oggetto, nell’esclusivo interesse dei cittadini di Mezzojuso. Se avessi avuto un qualsiasi motivo per ritenere di non aver svolto il mio compito in maniera assolutamente rispettosa delle leggi e delle istituzioni, non avrei esitato un attimo a dimettermi. E’ doveroso, in questo momento, avere il dovuto riguardo e rispetto della deliberazione assunta dal governo”.