Il Dalai Lama a Palermo: felicità, compassione, accoglienza, cura dell’ambiente, pace nel mondo. Fotogallery Massimiliano Ferro

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Dalai Lama

“La felicità è qualcosa che viene sviluppata da dentro, attraverso i nostri pensieri. Io da tempo promuovo di inserire nell’odierno sistema istruzione di sviluppare amore e compassione basati sull’esperienza comune”. Lo ha detto il Dalai Lama Tenzin Gyatso, a Palermo. “Paura e sfiducia provocano grandi problemi – ha aggiunto il Dalai Lama -. Chi si rivolge a noi con rabbia provoca malessere. Rabbia e paura a livello fisico fanno male, lo dicono anche i dottori. Noi dovremmo inserire questi valori. Siamo tutti nati da una madre, grazie all’affetto siamo cresciuti e quell’affetto di una madre è il seme della compassione. Il sistema di istruzione del mondo occidentale è troppo materialista e la pace ha a che fare con il mondo interiore, con la gioia e i pensieri, non con il mondo esterno. Non possiamo trovare la felicità negli oggetti esterni. Serve un nuovo sistema di istruzione in questo sistema secolare, da tempo propongo di inserire nell’odierno sistema di istruzione i valori della compassione”, ha proseguito il Dalai Lama.

“In Sicilia state già praticando la compassione e la preoccupazione per gli altri e lo dimostra l’accoglienza che date ai migranti che scappano, di cui vi prendete cura – ha aggiunto il Dalai Lama -. E’ meraviglioso e vi ringrazio per questo. Ma serve un coordinamento degli sforzi generali che si compiono in varie parti per l’integrazione e la crescita dei Paesi d’origine. Il luogo dell’accoglienza non può diventare la patria dei migranti. E la Sicilia può svolgere un ruolo importante anche in questo coordinamento. Certo – ha proseguito il Dalai Lama – è importante accogliere i migranti bisognosi, ma lo è anche pensare di pacificare e beneficiare i posti da dove vengono, favorendo lo sviluppo e la ricostruzione. Noi tibetani siamo 150 mila, tutti rifugiati, e siamo stati accolti in una patria democratica che non può diventare la nostra nazione permanente: vogliamo tornare in Tibet per sostenere la ricostruzione e far rivivere la cultura e la religione che sono stati distrutti”. Lo ha detto il Dalai Lama, a Palermo, per la conferenza sull’Educazione alla gioia.

“La cura dell’ambiente è importante ed è triste che il nuovo presidente degli Stati Uniti Trump non consideri importante il cambiamento e il riscaldamento climatico”, ha continuato il Dalai Lama parlando dei cambiamenti climatici. Il pensiero del presente è “siamo tutti connessi” – ha aggiunto – il bene del Nord dipende dal Sud e viceversa, siamo tutti interconnessi. Il nostro bene dipende dal bene dei nostri vicini. Siamo tutti una comunità. Il bene delle nazioni asiatiche dipende dal bene di quelle occidentali e viceversa. Dovremmo imparare dal passato, dalla prima e dalla seconda guerra mondiale, il ventesimo secolo è stato il secolo delle guerre, il ventunesimo è quello della lungimiranza e del dialogo. Reagire con la violenza, con la guerra, appartiene ad un modo di pensare del passato. Questo dovrebbe essere il secolo della lungimiranza, non della violenza”, ha sottolineato il Dalai Lama a Palermo.

“Un vero musulmano non uccide. Così come un vero buddista o un ebreo. E’ sbagliato scrivere sui giornali terrorismo islamico, perché la gente comune si fa delle idee sbagliate ed è fuorviante nominare un certo tipo di religione”, è stato il monito del Dalai Lama. “E’ sbagliato – ha proseguito il leader spirituale – perché terrorista è chi fa del male agli altri, nel momento in cui fai del male non sei più buddista, musulmano o ebreo. Non sei niente, sei solo un terrorista. Nel mostrare tutto negativo i media giocano un ruolo: influisce sulle menti dei giovani”, ha spiegato il Dalai Lama a Palermo. “I media dovrebbero concentrarsi a promuovere di più la natura umana che è buona e compassionevole. In questo modo aiuti e togli l’ansia dei giovani”, ha detto.

Poi un messaggio a Palermo, città che lo ha accolto ancora dopo oltre venti anni dalla sua prima visita. “Auguro grande prosperità alla città di Palermo”, ha scritto il Dalai Lama nel libro d’onore del capoluogo siciliano, in occasione della conferenza pubblica al Teatro Massimo, dove ha ricevuto anche la medaglia della città dal sindaco Leoluca Orlando e le cittadinanze onorarie di Ventimiglia di Sicilia e di Isola delle Femmine, che si aggiungono a quella del capoluogo. “Accolgo con piacere queste altre due cittadinanze, sono gesti fatti col cuore”. Poi ha aggiunto scherzando: “Quando ricevo una cittadinanza onoraria chiedo quali siano i diritti e i doveri, ma voglio molti diritti e pochi doveri”. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha consegnato la Carta di Palermo e una lettera di Papa Francesco al Dalai Lama, leader spirituale del Tibet. “Rivolgo un appello al Parlamento – ha detto Orlando al Teatro Massimo dove il Dalai Lama terrà una conferenza – perché approvi subito la legge sullo Ius soli, perché e’ una legge di compassione. A chi mi chiede quanti migranti ci sono a Palermo – ha aggiunto – io dico nessuno. Chi arriva a Palermo diventa palermitano”.

 “A livello geopolitico io penso che in questo secolo l’Unione europea dovrebbe includere la Russia, in modo da avere una grande Ue, senza paura e senza sfiducia, e il quartiere generale della Nato dovrebbe essere trasferito a Mosca, per bilanciare ed avere un senso di sicurezza e di unione”, ha detto Tenzin Gyatso durante la Conferenza sull’Educazione alla Gioia al Teatro Massimo. “Dovrebbe essere un esempio per il mondo – ha aggiunto -. Uno dei miei sogni è vedere l’unione dei Paesi Africani, poi l’Unione degli Stati Asiatici per arrivare all’Unione del mondo e arrivare alla demilitarizzazione e denuclearizzazione, alla pace nel mondo. Questi sono i sogni di un uomo di 82 anni, molti li condividono – ha auspicato il Dalai Lama -, voi stessi dovrete prendere queste cose a cuore e andare in questa direzione”.

Infine, martedì il Dalai Lama sarà a Firenze, dove è in programma alle 16 un flash-mob di benvenuto per accoglierlo in piazza della Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio. L’iniziativa è dell’associazione radicale Andrea Tamburi. La manifestazione è stata indetta per ricordare l’occupazione cinese nella regione del Tibet.