Il Mezzogiorno per rilanciare il Paese: Cgil due giorni a dibattito e giovedì arriva Susanna Camusso

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Un confronto a tutto campo sui problemi del Mezzogiorno e sulle politiche economiche da adottare per lo sviluppo di questa parte Paese. L’occasione è la due giorni di dibattito dal titolo ”Il Sud per rilanciare il Paese” che, su iniziativa della Cgil Sicilia, si svolgerà al San Paolo Palace (via M. Marine) a Palermo oggi e domani con la partecipazione della leader nazionale Susanna Camusso che, domani, terrà le conclusioni.

Sindacalisti di tutte le regioni del Mezzogiorno, esponenti del mondo universitario, imprenditoriale, sociale discuteranno di ”Sviluppo sostenibile, ambiente e infrastrutture”, di ”Ricerca, innovazione e sviluppo produttivo”, di ”Riforma della pubblica amministrazione in Sicilia”, di ”Lavoro e inclusione sociale”.

”Nel Mezzogiorno- rileva Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia – sono andati in fumo 800 mila dal 2008 al 2014, il reddito pro- capite è sceso del 15% e la povertà è aumentata del 4%. E’ un quadro difficile che occorre affrontare in modo da risollevare questa parte importante del Paese e contribuire a rafforzare l’Italia tutta. Vogliamo lanciare delle idee e spingere affinché la questione del Mezzogiorno torni al centro del dibattito politico e dell’azione di governo”.

Si registra la forte ripresa dell’emigrazione con 700.000 persone che dal 2011 al 2103 si sono spostate da Sud a Nord, e sul quale il sindacato invita all’attenzione perché “i temi del Sud, del disagio e dell’inclusione sociale, di una questione meridionale mai risolta – dice il segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro- tornino a essere al centro dell’agenda politica di un governo fino ad oggi fin troppo distratto”. La Cgil ricorda che dal 2008 al 2013 in Italia il Pil (fonte Svimez) è diminuito dell’8,5%, nel Mezzogiorno del 13,3%. La Sicilia con il 14,6% è terzultima regione dopo il Molise (-16,5%) e la Basilicata (-16,3%). Sempre in Sicilia nello stesso periodo gli investimenti si sono ridotti del 50%, il reddito pro- capite è sceso del 15%, i consumi delle famiglie si sono ridotti del 15%, il 40% del valore aggiunto delle attività manifatturiere è andato in fumo, la povertà assoluta è aumentata del 40%, arrivando a coinvolgere 250 mila famiglie (il 15,8%).

“Il rischio povertà -afferma Pagliaro- è al Sud tre volte maggiore rispetto al centro Nord e la Sicilia è la regione dove questo rischio tocca il 42% della popolazione. Basti pensare – aggiunge – che nell’isola il 70% dei pensionati vive con meno di 700 euro al mese. Siamo chiamati – dice Pagliaro – ad agire sulle cause e a risolvere le questioni finendola di scaricare sulla parte più debole del paese le contraddizioni del sistema. Ma anche le regioni devono fare la loro parte. Il governo Crocetta deve allora uscire dall’immobilismo che ne caratterizza l’azione”.