Il palermitano Enrico Iaria tra i giovani innovatori under 30 più influenti in Cina

0
850

Il palermitano Enrico Iaria, 29 anni, è stato inserito dall’edizione cinese della rivista Forbes tra i giovani under 30 innovatori più importanti e più influenti in Cina. Forbes, ogni anno, dal 2012, stila una lista dei “30 under 30” più talentuosi nel panorama degli imprenditori e business leader che contribuiscono allo sviluppo economico del paese ed Enrico Iaria da anni coltiva l’interesse per il Paese guidato dal presidente Xi Jinping.

Il percorso di studi di Enrico Iaria comincia diversi anni fa quando dopo il diploma decide di iscriversi all’Università Cesare Alfieri di Firenze, dove consegue la laurea in Scienze Politiche e anche la laurea magistrale in Processi decisionali dopo aver discusso una tesi sul sistema bancario cinese con la supervisione di Luciano Segreto, docente di Storia Economica, che ha gestito il suo programma con la Cina.

Enrico Iaria è fondatore e amministratore delegato dell’azienda DooPlus Group, che supporta le startup, soprattutto quelle che si occupano di innovazione sociale. L’obiettivo è farle crescere all’interno del complesso tessuto economico cinese, e collabora con multinazionali della moda e del lusso. E’ inoltre adjunct professor di Marketing, Business Comunication e Public Speaking alla Shangai International Studies University e alla Shangai Normal University.

Iaria, che dal 2011 vive in Cina, è il primo italiano ad aver conseguito il riconoscimento “30 under 30” dalla sua istituzione e il suo nome è stato incluso nella categoria “Innovazione sociale”. In 7 edizioni, su 1.050 giovani, solo 12 stranieri hanno ricevuto il titolo.

“È un riconoscimento che mi fa un enorme piacere, forte del fatto che negli anni Forbes China ha inserito in classifica quasi esclusivamente giovani cinesi, in 7 edizioni si sono contati soltanto 12 stranieri, su un totale di 1.050 giovani. Ed è la prima volta che entra in classifica un italiano”, ha affermato Enrico Iaria in una intervista a La Nazione.

Da Palermo all’Università di Firenze e poi la Cina. “Non volevo semplicemente una laurea in Scienze politiche – ha detto in una intervista di due anni fa a la Repubblica – ma pensavo a dove mi sarei voluto trovare dieci anni dopo e alla persona che volevo essere. La mia non è stata una scelta formativa, ma anche di carriera. Volevo crescere, a livello personale e professionale. Se ce l’ho fatta è grazie all’Università e all’approfondimento delle lingue straniere. A Shangai – ha aggiunto  Iaria – sono arrivato proprio grazie ad una partnership tra l’ateneo fiorentino e l’Università Paris-Sud. Il corso prevedeva un double master di un anno in Economia e gestione aziendale alla Shanghai Normal University. Ero attratto dalla cultura asiatica e fortemente motivato dalla sfida di ambientarmi in un mercato competitivo come quello cinese”.

Enrico oggi non si sente un “cervello in fuga”. “È solo un momento della mia vita in cui sto acquisendo un’esperienza lavorativa – ha detto a La Nazione -. Però mi piace pensare che un domani questo bagaglio potrò metterlo al servizio del mio Paese”.

www.unifimagazine.it