Il pericolo di giocare con le parole in “Cosa vuoi sentirmi dire”, romanzo d’esordio di Ivan Ficano

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“Ora hai capito perché non ti ho mai detto del mio lavoro. Io non spio solo l’intimità della gente a loro insaputa. Quello che faccio è molto peggio. Io entro nelle persone, nella loro stessa anima”.

Giocare con le parole può essere pericoloso, come scherzare con il fuoco. Gigi e Chiara lo scoprono a spese loro, quando ormai il gioco si è spinto troppo in avanti. Quel gioco che ha inventato Gigi, quello di chattare con gli sconosciuti spacciandosi per qualcun altro, rischia di portarlo alla rovina. E Chiara si ritrova ad esserne protagonista, a sua insaputa.

” Cosa vuoi sentirmi dire “ (I Buoni Cugini Editori, 115 pagg., €13,00) è il libro d’esordio di Ivan Ficano, un ingegnere palermitano di 43 anni, che lavora come ricercatore in una multinazionale nel settore dell’Information Technology, padre di due figli, con la passione per il tennis e per la scrittura, che presenterà l’opera domenica 3 dicembre, alle 18.30, al Teatro Mediterraneo Occupato (padiglione 1 Fiera del Mediterraneo) dialogando con lo scrittore Rosario Palazzolo, che è anche attore e regista teatrale, oltre ad essere stato suo vero e proprio mentore per la realizzazione di questa sua prima opera.

Dal conflitto tra il bisogno di emozionarsi e l’esigenza di controllare tutto e tutti, e dalla voglia di sentirsi vivi contro le cervellotiche aberrazioni di una mente perversa, scaturiscono inquietanti interrogativi e colpi di scena. E’ un romanzo psicologico dalle tinte noir, quello di Ficano, che invita il lettore a mettersi “scomodo”, sempre pronto a cambiare posizione, per poi alla fine lasciarlo spiazzato.

Gigi fa uno strano gioco, per divertirsi con i suoi amici: prende il cellulare di Mimmo, o di Andrea, o di chiunque gli capiti a tiro, e manda messaggi a una donna presa a caso dalla lista dei contatti. Inizia a chattare, rubando l’identità dell’amico, e il gioco va avanti.

Ed è un vero talento, quello di Gigi. Il gioco funziona, gli esiti sono sorprendentemente efficaci, la cosa inizia a diventare interessante. Tanto che gli amici adesso gli chiedono di giocare… e giocare… Fino a quando il giro si allarga e il gioco diventa un secondo lavoro. Gigi adesso chatta per professione, ma nessuno deve saperlo. Neanche Chiara, che Gigi ha conquistato con questo stesso gioco, di cui diventa allo stesso tempo vittima e protagonista inconsapevole. Perché il gioco prende una strana piega, inaspettata.

Gigi inizia a condurre una vita parallela, fatta di migliaia di messaggi, di frasi, di parole inventate, finte, create appositamente per clienti che in alcuni casi neanche conosce. Ma il giocattolo si può rompere da un momento all’altro. Ed è di quei giocattoli che quando si rompono fanno molto male.

La domanda è: le parole, anche quando sono vere, fino a che punto lo sono? Cos’è che ci dà la capacità di fidarci di quello che sentiamo, e perfino di quello che diciamo noi stessi?

Mentre Gigi crede di reggere i fili dei suoi personaggi, in una fusione tra realtà ed immaginazione, Chiara vive la sua vita, da donna, da essere umano. Due esistenze si incrociano, due modi di stare al mondo si scontrano. Da un lato l’esasperata voglia di controllare tutto, dall’altro il bisogno di sentirsi vivi a qualunque costo. È da questo conflitto che scaturiscono colpi di scena e interrogativi inquietanti sulle relazioni umane, e sulla disperata ricerca di una salvezza forse ancora possibile.

Ficano da sempre affascinato dalla sorprendente complessità degli esseri umani (almeno di alcuni di loro), dopo avere sperimentato forme di scrittura spontanea ed irresponsabile, ha deciso di frequentare alcuni corsi qualificati sul mondo della scrittura, dello story telling e della comunicazione che lo hanno portato a scrivere il suo primo romanzo.