Il segretario del Pd Faraone: “Voglio un Pd aperto, non starò mai con Di Maio o Toninelli”

0
209

“Il Pd come lo voglio io sarà aperto, che si rivolge alle ragazze e ai ragazzi, a chi vuole creare ricchezza senza stare sdraiati sul divano a prendere la paghetta, che si rivolge alle persone che hanno bisogno. Questo è il Partito democratico nuovo di cui c’è bisogno anche in Sicilia e io non starò mai nelle stanze frequentate dai vari Di Maio o Toninelli. Non frequenterò mai gli stessi luoghi frequentati dal M5S. Io sono alternativo a loro e a Salvini”. Lo ha detto, in mattinata, il nuovo segretario regionale del Pd siciliano Davide Faraone alla sua prima uscita ufficiale da segretario regionale del partito proclamato, tra le polemiche, dopo il ritiro dell’altra candidata Teresa Piccione, sostenuta da Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici. Presenti, tra gli altri, oltre al “partigianodem” Antonio Rubino, il deputato Carmelo Miceli, il consigliere comunale Dario Chinnici, Tony Costumati, il campione di atletica Totò Antibo, l’ex consigliere comunale Luisa La Colla.

E proprio sulle polemiche che lo hanno portato al nuovo incarico, Faraone ha affermato: “Non sono mie le polemiche, sono in campo fino all’ultimo. Se non si tengono le primarie non è certo colpa mia. Io la competizione la volevo portare avanti fino in fondo, se l’avversario si ritira non può essere imputato a me, sono qui e credo che dobbiamo ricostruire un partito dagli elettori e dai cittadini”.

E ai cronisti che hanno chiesto se il Pd si sta avvicinando a Miccichè (che aveva partecipato alla Leopolda siciliana, ndr) Faraone ha risposto: “Perché continuate a buttarla sul nome di Miccichè? Tutti i moderati e i riformisti avranno in noi un punto di riferimento. Queste operazioni non funzionano. Se tu offri la somma di politici e notabili è un prodotto scadente, altra cosa è se diventi il polo attrattore unico di quelli che sono alterativi al M5S e alla Lega e. Tutti i moderati avranno in noi un riferimento, questo sì che mi appassiona”, ha sottolineato Faraone.

Ai giornalisti che hanno chiesto se si sente un segretario illegittimo, così come lo ha definito Teresa Piccione, Faraone ha replicato: “Il tema che riguarda la legittimità e il regolamento compete agli organismi incaricati e credo che sia un modo corretto di interpretare la democrazia al nostro interno. Non compete a me dire se sono legittimato – ha sottolineato – dal punto di vista statutario ci sono gli organismi che io rispetto. Ho rifiutato la logica dei caminetti e dei salotti. Ci avevano proposto un accordo fittizio, nel chiuso di una stanza. Non abbiamo chiesto a nessuno degli esponenti nazionali a supportare la mia campagna nelle primarie. Abbiamo visto in Sicilia Andrea Orlando e Dario Franceschini – ha aggiunto Faraone – Qua non vedrete nessun big nazionale”.

“Dobbiamo tenere unità la comunità del Pd ed anzi aprirci per allargare la platea di quanti non si sentono rappresentati da questo governo di leghisti e grillini. E’ nostra intenzione piuttosto valorizzare le donne e non capiterà di avere un organismo con una donna in meno rispetto a un uomo”, ha sottolineato Faraone.