Impresa, riapre il Birrificio Messina

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E’ il giorno della festa per il Birrificio Messina che oggi inaugura gli stabilimenti nell’area Asi di Larderia. Dopo circa tre anni e mezzo di lavoro – dice Domenico Sorrenti, presidente della Cooperativa – finalmente siamo arrivati al taglio del nastro, lo stabilimento e’ completato, la prossima settimana iniziamo le prove, poi partiamo con la produzione”. Un’odissea che si e’ trasformata in favola per quindici lavoratori messinesi che dopo la chiusura della fabbrica di birra nel 2011, hanno deciso di scommettere su se stessi investendo i propri soldi, diventando lavoratori imprenditori.

Adesso il Birrificio Messina puntera’ su tre produzioni: la birra dello Stretto, la Doc 15 e la cruda Doc 15. “Vogliamo essere d’esempio per tutti- prosegue Sorrenti – specialmente per la cittadinanza di Messina, se si crede nel proprio territorio e nella propria forza, i sogni possono essere realta’ come e’ stato per noi”. Prima di arrivare al traguardo di una nuova fabbrica di birra la strada e’ stata lunga e difficile: “Quando ci e’ arrivata la lettera di licenziamento- prosegue Sorrenti – abbiamo fatto un presidio di un anno e mezzo, cercando di trovare qualche imprenditore che scommetteva con noi, purtroppo non e’ stato. Cosi’, visto che non veniva nessuno, abbiamo deciso di riunirci in cooperativa, eravamo in 41. In 15 hanno accettato, altri hanno preso altre scelte di vita che nessuno puo’ criticare perche’ ognuno e’ libero di fare cio’ che vuole.

Noi 15 abbiamo messo tutto, abbiamo riscattato la mobilita’ mettendola nella societa’ ed iniziando tutto l’iter burocratico per i permessi, la ristrutturazione dei capannoni, l’acquisto dei macchinari, il piano finanziario. Abbiamo fatto tutto questo grazie anche alla Fondazione di comunita’ di Messina che ci ha accompagnato fino ad oggi per realizzare questo sogno ed all’aiuto di tanti professionisti che hanno messo la loro disponibilita’ senza nessuna retribuzione ed anche la solidarieta’ dei messinesi e dell’assessorato alle attivita’ produttive”. “Alla politica – conclude – dico di dare ascolto ai cittadini, per creare posti di lavoro per aiutarli per risolvere problemi burocratici. Se ci credono i cittadini e ci crede anche la politica le cose si possono risolvere”.