Inchiesta firme false a Palermo del M5s, nuova sfilata di testimoni alla Digos

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Una immagine del servizio de Le Iene di domenica 9 ottobre su M5S

Nuova sfilata di testimoni nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false del M5S alle amministrative del 2012 di Palermo. Oltre 1.500 cittadini che nel 2012 avevano firmato per la lista grillina alle amministrative, sono stati chiamati alla Digos per riconoscere le loro firme. Nei giorni scorsi la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per i 14 indagati, tra cui i deputati nazionali Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino (sospesi sia dal M5S che dal gruppo parlamentare), ma anche i deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, autosospesi.

I due parlamentari all’Ars, a differenza degli altri, all’inizio dell’inchiesta, hanno collaborato con i magistrati. Sono due i capi d’imputazione. Nel primo viene contestato agli attivisti M5S di aver materialmente falsificato le firme, o comunque di averne beneficiato. L’altra accusa riguarda il cancelliere Giovanni Scarpello e l’avvocato Francesco Menallo. I reati contestati riguardano la violazione del testo unico regionale in materia elettorale.