Iniziate le operazioni di salvataggio dei ragazzini bloccati in una grotta in Thailandia

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ragazzini bloccati in una grotta

E’ iniziata l’operazione di salvataggio dei ragazzini bloccati in una grotta nel nord della Tahilandia. I soccorritori sono al lavoro dalle 10.00 ora locale (le 5.00 in Italia) per portare in salvo i 12 baby calciatori e il loro allenatore.

Tanta speranza ma anche preoccupazione all’annuncio della notizia, perché sulla riuscita del blitz incombe l’incognita maltempo. Ci vorranno un paio di giorni, forse 3, prima che tutti e 13 gli intrappolati rivedano la luce. Al recupero partecipano 18 sub, 13 stranieri e 5 thailandesi.

I livelli di acqua che inondano parzialmente la grotta sono diminuiti in modo significativo, in modo che i bambini possano camminare per gran parte del viaggio. Sarà recuperato un ragazzo alla volta e ognuno uscirà con due sommozzatori.

Il primo ragazzino dovrebbe essere recuperato stasera intorno alle 21.00, le 16.00 in Italia. I sub dovranno percorrere 1,7 chilometri, per un totale tra andata e ritorno richiederà 11 ore. I 13 sono divisi in 4 gruppi, il primo da quattro e gli altri da tre persone. Il coach sarà l’ultimo a riemergere, mentre, secondo quanto riferito dai soccorritori, del primo gruppo fa parte sicuramente il 14enne Adul “Dul” Sam-on.

Medici e soccorritori attendono all’interno e in prossimità dell’uscita della grotta, dove sono stati spostati un migliaio di giornalisti. Una volta tratti in salvo, i ragazzi saranno trasportati in un ospedale ad una novantina di chilometri dalla grotta.

“Le piogge sono una delle principali preoccupazioni, l’acqua potrebbe tornare a inondare i tunnel”, ha spiegato il portavoce, ricordando che oggi è previsto un intensificarsi delle precipitazioni. I ragazzi sono stati informati tutti dell’inizio delle operazioni di recupero e sono “molto determinati” e pronti a uscire. Sono estremamente “motivati” e decisi, come le loro famiglie, ha assicurato in conferenza stampa il governatore della provincia di Chiang Rai, Narongsak Osatanakorn.

“Ci siamo esercitati tutto il giorno ieri. Vi assicuro che siamo molto preparati a questa missione”, ha aggiunto. In realtà è poi emerso che non tutte le famiglie dei ragazzi sono proprio d’accordo con l’ok all’inizio delle operazioni.

A domanda specifica di un giornalista, Osottanakorn, ha risposto: “No … loro sanno e capiscono”. Daniel Sutton, giornalista senior di Network Ten Australia, ha insistito chiedendo: “Approvano?”. Il governatore ha ribadito: “Loro sanno e capiscono”. Altro pericolo è l’ossigeno, i soccorritori ne stanno pompando altro: la mancanza di questo nella grotta ha provocato nei giorni scorsi la morte di un sub.