Intercettazione, Crocetta chiede 10 milioni di danni a L’Espresso

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Dieci milioni come risarcimento danni a L’Espresso e un milione a Il Fatto quotidiano, e ancora una querela in sede civile per il giornalista Pietrangelo Buttafuoco e una in sede penale per il senatore Maurizio Gasparri: sono queste le mosse con cui il presidente della Regione Rosario Crocetta intende difendersi in sede giudiziaria per lo scandalo dell’intercettazione su Lucia Borsellino.

Lo ha spiegato, parlando con i cronisti, l’avvocato del governatore Vincenzo Lo Re: “Faremo un’azione civile risarcitoria chiedendo a L’Espresso 10 milioni di danni – ha detto il legale – la richiesta danni riguarderà l’editoriale L’Espresso, il direttore del settimanale, e i due giornalisti che hanno scritto l’articolo in cui si parla della telefonata tra Tutino e Crocetta”.

Quanto alla vicenda di Pietrangelo Buttafuoco, il governatore intende presentare una denuncia per l’articolo in cui Antonio Presti chiamerebbe il governatore “bottana” mentre nel caso di Maurizio Gasparri vengono contestate dai legali di Crocetta alcune dichiarazioni ritenute diffamatorie e contenute in un articolo pubblicato su Il Tempo.

Secondo l’avvocato Lo Re nei confronti di Crocetta sarebbero stati usati metodi stragisti: ”L’omessa vigilanza e l’omessa verifica sulla veridicità di questa intercettazione – spiega – ha letteralmente distrutto e massacrato l’immagine personale, politica e professionale di Rosario Crocetta. L’Espresso si è difeso dicendo che l’intercettazione è secretata. Ma la secretazione è un decreto del pm, lo stesso che più volte ha smentito l’esistenza dell’intercettazione sia ambientale che telefonica”.

Lo Re ha parlato di “giornalismo a orologeria” riguardo ai tempi della pubblicazione: “Se la notizia circolava dopo l’arresto di Tutino, il 29 giugno – ha detto il legale – mi stupisce che il settimanale abbia aspettato il 18 luglio per pubblicarla, in coincidenza con le commemorazioni di Borsellino. E’ evidente che si voleva mettere in difficoltà Crocetta”.

“Non c’è alcun giallo sull’intercettazione pubblicata da L’Espresso – aggiunge il legale – non si possono mettere sullo stesso piano le dichiarazioni del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e quelle di un tale Luigi Vicinanza”. E ancora: ”Se qualcuno ha questa intercettazione la tiri fuori, anche anonimamente. La faccia ascoltare a tutti non solo ai giornalisti amici”.