L’intercettazione tra Crocetta e Tutino esiste e tra poco salterà fuori. Ad esserne sicuro è il professor Carlo Federico Grosso, legale di Maurizio Zoppi e Piero Messina, i due giornalisti dell’Espresso, autori dell’articolo sul presunto dialogo telefonico tra il Presidente della Regione siciliana e il suo medico personale nel quale Tutino avrebbe detto che “Lucia Borsellino andava fatta fuori come il padre”.
“Sono assolutamente convinto che quella telefonata tra Crocetta e il medico Tutino esista e lo scopo dell’incidente probatorio è proprio quello di verificare la presenza di questa telefonata nelle carte processuali. Noi ci auguriamo che, prima o dopo, tutte le carte processuali possano essere esaminate, in modo tale da fare emergere dalle stesse carte processuali tutta la verità” – ha affermato il legale.
Una intercettazione sempre smentita dalla Procura. Il legale, con gli altri due avvocati dei giornalisti, Nino Caleca e Fabio Bognanni, hanno partecipato all’udienza di incidente probatorio davanti al gip Agostino Gristina, al Palazzo di giustizia di Palermo. Assenti i due giornalisti. I pm, nei giorni scorsi, ritenendo “evidente” la prova dei reati contestati ai due cronisti, avevano chiesto al gip di saltare l’udienza preliminare e di passare direttamente il giudizio immediato. Da agosto, però, pendeva la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali dei due imputati, e oggi accolta nonostante il parere contrario della Procura della Repubblica. Ai due giornalisti viene contestata la divulgazione di notizie false.
Su Messina è pesata da subito l’ipotesi di calunnia perché avrebbe detto a un colonnello dei carabinieri che la sua fonte era l’ex capo del Nas di Palermo. L’ipotesi di calunnia si è poi estesa al collega Zoppi, il quale avrebbe confermato la faccenda ai magistrati nel corso dell’interrogatorio. “I giornalisti hanno agito nella piena consapevolezza di esercitare un loro dovere, non diritto – dice l’avvocato Caleca a margine dell’udienza – troveremo le forme per dimostrare che i due cronisti non hanno commesso nessuno reato, e con sicurezza categorica possiamo escludere che ci sia stata qualunque complotto organizzato da qualcuno contro chicchessia”. La richiesta dei legali di trascrivere le intercettazioni non riguardava solo quelle confluite nel fascicolo sugli interventi eseguiti da Tutino in ospedale, ma anche nelle altre inchieste in cui è coinvolto il medico personale di Crocetta.



