La Commissione Antimafia: i furti di opere d’arte anche per finanziare il terrorismo internazionale

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trattativa per la natività

Sono oltre 90mila i beni artistici e 130mila i reperti archeologici, per un valore approssimativo stimato in 270 milioni di euro, recuperati dalle forze dell’ordine nel periodo compreso tra il 2014 e il 2017, mentre ammontano a 43mila le opere false poste sotto sequestro.

I dati sono stati resi noti nella relazione finale della Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dall’ex parlamentare Rosy Bindi che il 30 maggio a Palermo illustrerà le novità sull’inchiesta, riguardante il furto della Natività di Caravaggio, trafugata a Palermo, dall’Oratorio di San Lorenzo, nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969.

“Le attività d’indagine più recenti – come spiegato nel documento di fine legislatura della Commissione – dimostrano che la destinazione finale dei beni culturali sottratti è sempre più canalizzata, per le opere di notevole rilevanza storico-artistica, verso i mercati di altri Paesi, anche economicamente più forti, e che la presenza di cointeressenze economiche con esponenti di spicco di consorterie criminali anche di stampo mafioso è una effettiva realtà”.

L’Antimafia rileva come anche la contraffazione delle opere d’arte rappresenti un fenomeno che può attrarre la criminalità, anche di tipo mafioso. L’analisi statistica ha permesso di constatare la crescente rilevanza di questo fenomeno: il numero di opere false sequestrate, nello scorso anno, è stato di 43.853 per un valore economico stimato in oltre 218 milioni di euro, a fronte dei 57 milioni di euro riferito all’anno 2016.

Tra i beni sequestrati, 43.814 sono opere di arte contemporanea che permane l’ambito di maggiore interesse. Dall’analisi della Commissione è anche emerso come certi furti possano essere commessi per finanziare il terrorismo internazionale. Inoltre, “per un più efficace contrasto al traffico nazionale e internazionale di beni culturali – ha spiegato Bindi – occorre dotare la magistratura e le forze di polizia, in particolare i reparti di polizia specializzati, di strumenti adeguati. L’Antimafia auspica l’esame di un disegno di legge in materia da parte del nuovo Parlamento a beneficio del lavoro dell’autorità giudiziaria e dei reparti di polizia per contrastare un fenomeno che è sempre più transnazionale”.