La competizione tra uomo e robot argomento del meeting “Datacrazia”

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I vantaggi e i limiti dell’intelligenza artificiale sono stati oggetto di un confronto nel corso meeting, svoltosi a Palermo, “Datacrazia – Il professionista cyborg e la sfida della rivoluzione digitale: come competere con il dottor Google”.

L’iniziativa è stata organizzata all’Ordine degli Ingegneri insieme con gli Ordini dei Commercialisti, dei Medici e degli Avvocati, per i quali sono intervenuti i rispettivi presidenti: Vincenzo Di Dio, Fabrizio Escheri, Salvatore Amato e Francesco Greco. Professionisti, ricercatori, sociologi, teologi, economisti e neuro-scienziati si sono confrontati sul rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale, analizzandone le implicazioni e i possibili scenari futuri. Moderatore del dibattito è stato il giornalista Maurizio Mannoni.

In apertura c’è stato spazio per un divertente dialogo sul filo dell’umorismo, tra il comico Roberto Lipari e il robot umanoide sociale e creativo Dottor Pepper, il cui software è stato sviluppato a Palermo dagli ingegneri del laboratorio di Robotica cognitiva e social sensing dell’Icar-CNR. I ricercatori del centro stanno già progettando per il robot l’impiego nell’interazione con i bambini e nell’assistenza agli anziani.

Tra i temi al centro del dibattito, il rischio di una concorrenza tra uomo e macchine pensanti nel mondo del lavoro, anche intellettuale. E, sebbene non manchino le prime stime, come quella della società Deloitte ricordata dal direttore dell’Icar-CNR Giuseppe De Pietro, secondo la quale entro il 2036 negli Usa saranno almeno 100mila gli studi legali automatizzati, il presidente degli Ingegneri di Palermo Vincenzo Di Dio ha posto l’accento sulle prospettive di crescita.

“Ciò che ci viene messo a disposizione dall’evoluzione tecnologica non deve farci paura – ha sottolineato Di Dio – perché il professionista è imprenditore di se stesso e deve sapere cogliere le novità e adattarsi. Ciò vale a maggior ragione per noi ingegneri, visto che come gli altri professionisti siamo potenzialmente in competizione con il dottor Google ma, al tempo stesso, della nostra categoria fanno parte i ricercatori che portano avanti lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il mio auspicio è che lo sviluppo delle tecnologie avanzate non vada a discapito di quelle di base, perché solo se queste ultime sono garantite quelle avanzate risultano funzionali”.