La dieta mediterranea per contrastare malattie e invecchiamento

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Secondo giorno di lavori della Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea che oggi si è sviluppata in quattro differenti location: Real Teatro Santa Cecilia, Galleria d’Arte Moderna, Archivio Storico Comunale e Palazzo Comitini.

Ospite della Seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea l’ambasciatore del Regno di Giordania Fayiz Khouri. “L’alimentazione tipo nel mio Paese è molto simile a quella italiana e Mediterranea più in generale – ha spiegato il diplomatico -. Utilizziamo parecchi cereali, frutta e verdura. Il problema è però che stanno cambiando le abitudini e gli stili di vita determinando problemi sia economici che sociali. Questa conferenza – ha aggiunto Khouri – è molto importante perché si stanno affrontando vari argomenti da molteplici punti di vista”.

L’ambasciatore ha pure aggiunto che la dieta mediterranea potrebbe diventare un punto di convergenza per unire popoli e Paesi diversi: “E’ ormai assodato che questo modo di nutrirsi fa bene alla salute e quindi potrebbe essere adottato in ogni parte del mondo. Pensate, ad esempio, se la dieta mediterranea venisse seguita in America Latina o in Asia: potrebbero derivarne soltanto benefici. Per questo motivo non deve essere perso altro tempo prezioso e agire affinché possa diffondersi il più possibile”.

Tra le varie tematiche sul tappeto, in evidenza soprattutto gli aspetti legati alla salute che hanno visto protagonisti diversi medici tra i relatori odierni. Salvatore Verga del Policlinico Universitario di Palermo è intervenuto sul ruolo della prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili: “Una corretta alimentazione, se seguita fin dall’infanzia, aiuta a prevenire il rischio di patologie cardio-vascolari, metaboliche e anche i tumori. Molti studi hanno anche accertato – ha proseguito Verga – che pure Alzheimer e altre forme di demenza senile si riducono per coloro che si cibano secondo i dettami della dieta mediterranea. Anche in caso di cure dimagranti, sebbene gli effetti della dieta mediterranea siano più lenti, sono però maggiormente duraturi rispetto a diete con prevalenza di proteine”.

Verga ha pure ricordato che pane, olio e vino, pilastri della dieta mediterranea, sono anche gli elementi portanti delle tre principali religioni monoteiste. Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, ha incentrato il suo intervento a Palazzo Comitini, sulla nutrigenomica, ossia sulla capacità del cibo di interagire con il dna, attivando determinati meccanismi. “Tra le più efficaci sostanze antiossidanti in grado di combattere i radicali liberi, che sono tra i fattori dell’invecchiamento, in special modo di quello cutaneo – ha spiegato Amato – va annoverato il resveratrolo, che si trova in notevoli quantità nell’uva e quindi anche nel vino. La pelle – ha detto ancora il dermatologo – si aiuta e si protegge anche a tavola, ma vanno considerati gli effetti deleteri del fumo e di una eccessiva esposizione al sole senza le adeguate protezioni”.

L’importanza del movimento per la prevenzione delle malattie croniche è stato l’oggetto dell’intervento di Ligia Dominguez, del policlinico di Palermo, nata in Colombia ma da oltre 20 anni residente in Sicilia. La dottoressa ha citato uno studio che ha preso in esame anziani tra i 70 e gli 89 anni di età, verificando come una moderata attività fisica, portata avanti per almeno un anno, migliori i parametri funzionali di cervello, muscoli, ossa e apparato respiratorio. “I sedentari hanno vita più breve e qualitativamente peggiore” ha spiegato ulteriormente Dominguez, aggiungendo che anche il sonno contribuisce a far star meglio, mentre oggi molti giovani, “complici cellulari e smartphone, sottraggono numerose preziose ore ad una sana e rigeneratrice dormita”.