La leggenda del nocino di San Giovanni. Le origini e la ricetta

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La notte a cavallo tra il 23 e il 24 giugno coincide con la ricorrenza in cui si ricorda San Giovanni. A questa notte sono legate numerose credenze e rituali che rendono la figura di questo santo in bilico tra cristianità e paganesimo. Una tra le tante lega questa vigilia ad una particolare danza attuata dalla streghe intorno ad un noce.

Esistono parecchie leggende che designano il noce come albero delle streghe, perché si crede che ne utilizzino i rami per volare e che  organizzino i loro sabba proprio intorno al suo robusto tronco , nella notte tra il 23 e il 24, raccogliendone i frutti verdi per i loro rituali, e garantendo così vitalità alla pianta proprio per il fatto che il tutto avviene nella notte più corta, quando la luce vince sulle tenebre.

Proprio durante questa notte, infatti, il mito vuole che la donna giudicata più abile nella preparazione del liquore “nocino”, e che sarà colei che lo preparerà,  debba  raccogliere  dall’albero,  le noci ancora verdi e immature, scalza.

Il giorno dopo la raccolta, il mallo deve essere  messo in infusione nell’alcool fino alla notte di Halloween (31 ottobre). L’uso del mallo di noce come ingrediente per medicinali o liquori risale a tempi antichissimi anche se non si hanno notizie esatte sull’origine di questa pratica. Si narra che la ricetta sia stata portata in Italia dai francesi, poiché il culto del noce come albero delle streghe era di origine francese, fu esportato dai britanni , pozioni ritenute magiche si preparavano , infatti, in Bretagna utilizzando  le noci acerbe.  E’ anche possibile che le varie formule  siano derivate da un Liqueur de noix o ratafia di mallo in cui al posto dell’alcool si usava l’acquavite.

Anche se oggi si è persa la tradizione della raccolta  delle noci in questo giorno prestabilito, rimane la tradizione di preparare il nocino. Si tratta di  un liquore dal colore scuro, e dall’aspetto denso. Può essere servito a fine pasto come digestivo o può essere usato come tonico e contro i disturbi del fegato. Ovviamente esistono diverse varianti nella preparazione del nocino tramandate di famiglia in famiglia, di seguito ne proponiamo una tra le più interessanti.

Nocino di San Giovanni

Ingredienti: 24 noci verdi tagliate in 4 spicchi e colte nella notte del 24 giugno, un pezzo di stecca di cannella, 10 chiodi di garofano,10 chicchi di caffè, la parte gialla della scorza di 3 limoni, 350 ml di alcool a 95 gradi, 500 grammi di zucchero e 300 ml di acqua.

In un vaso di vetro mettere le noci assieme all’alcool e lasciate macerare sino al giorno seguente quando si aggiungono la cannella, i chiodi di garofano, la parte gialla della scorza dei limoni. Si lascia macerare ancora fino al 3 agosto avendo cura di agitare il tutto almeno un paio di volte al giorno. Trascorso questo periodo si filtra e si aggiunge lo zucchero disciolto a bagno bagnomaria in acqua calda e a fuoco lento. Si lascia raffreddare e si imbottiglia. Il liquore si consuma lentamente, un bicchierino alla volta, durante tutto l’arco dell’anno e diviene un eccellente digestivo. Mai superare i 2 bicchierini al giorno come per tutti i preparati alcoolici. Bevuto in compagnia rinsalda amori e amicizie. www.saggieassaggi.it