La mafia e le scommesse on line, ecco i nomi degli arrestati a Catania

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mafia e le scommesse on line

L’inchiesta sulla mafia e le scommesse on line ha portato, solo a Catania, all’arresto di 28 persone. Tra loro vi sono esponenti dei clan Cappello e Santapaola-Ercolano. I provvedimenti sono stati eseguiti da personale di guardia di finanza, polizia e carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Catania e del Ros.

Contestualmente sono stati sequestrati preventivamente in via d’urgenza beni per circa 70 milioni di euro, in Italia e all’estero, e 46 agenzie di scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa. Le indagini si sono avvalse anche del contributo di un collaboratore di giustizia che, grazie alle proprie competenze tecniche specifiche, era stato l’ideatore della struttura organizzativa utilizzata dai clan. La mafia catanese, secondo stime della Procura, avrebbe ottenuto un profitto complessivo di oltre 50 milioni di euro tra il 2011 e il 2017.

Il gruppo Placenti, attraverso il sito revolutionbet, aveva compiuto un autentico salto imprenditoriale assurgendo al primario ruolo di bookmaker in grado di imporsi nel mercato regionale del gaming con una rete commerciale di 8 master sotto i quali hanno operato 28 commerciali, 7 sub-commerciali e 20 presentatori.

I Placenti avevano così messo a frutto il ruolo di master ricoperto negli anni 2011 -2015 nell’area catanese per conto del marchio Planetwin365. Nello specifico, Carlo Paolo Tavarelli e Ivana Ivanovich, negli anni pre-sanatoria dal 2011 al 2015, responsabili dei settori vendita e marketing, nonché titolari di quote societarie della holding SKS365, attiva in Italia con il brand Planetwin365, promuovevano e alimentavano una parallela rete Planet per l’esercizio abusivo di giochi e scommesse che avveniva sia attraverso la raccolta da banco, non consentita ai punti di commercializzazione, che mediante la creazione e il funzionamento di siti web paralleli (quelli con estensione .com) affidati alla gestione di un esperto informatico (ora collaboratore di Giustizia), quale master per la Sicilia, e ai fratelli Placenti, quali master per l’area catanese.

Gli ingenti guadagni sono stati reintrodotti nel circuito economico legale mediante l’acquisizione di svariate attività commerciali, la maggior parte delle quali operative nel gaming in Italia ma anche all’estero.

Emessi provvedimenti di sequestro per 42 unità immobiliari e 36 società commerciali (tra le quali oltre a società nazionali ed estere attive nel gaming anche un autosalone, una società di rimessaggio di barche e noleggio di moto d’acqua, una palestra, una squadra di calcio militante nel campionato di promozione).

Tra i beni di particolare pregio, una villa sul mare e un lussuoso appartamento di 11 vani sita a Castelnuovo di Porto a Roma, nonché 5 appartamenti in Austria (Vienna e Innsbruck). Gli interessi del clan Cappello venivano curati, sul versante catanese, da Giovanni Orazio Castiglia, legato da rapporti di parentela a Salvatore Massimiliano Salvo, esponente di vertice del clan, attraverso giochi e scommesse a distanza, riconducibili a società operanti in Albania, Romania e Malta; mentre sul versante siracusano emergeva la figura dell’imprenditore Antonino Iacono, residente a Pachino.

Queste le persone fermate: Anna Aurigemma, Salvatore Barretta, Orazio Bonaccorso, Antonio Chillè, Federico Di Ciò, Cristian Di Mauro, Carmelo Di Salvo, Danilo Mario Giuffrida, Simone Insanguine, Gaetano Liottasio, Angelo Fabio Mazzerbo, Riccardo Tamiro, e i fratelli Carmelo, Giuseppe Gabriele e Vincenzo Placenti. Giovanni Orazio Castiglia, Davide Cioffi, Giovanni, Conte, Santo D’Agata, Gino D’Anna. Andrea Di Bella, Giovanni Di Pasquale, Antonino Iacono, Francesco Nania, Antonino Russo, Pietro Salvaggio, Angelo Susino e Salvatore Truglio.

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione della nuova società.

“A margine degli eventi inerenti l’operazione “Gaming Off line”, in corso di svolgimento dallo scorso 17 novembre ad opera della squadra mobile di Catania e del servizio centrale operativo della polizia di Roma, la nuova proprietà di planetwin365 rinnova il proprio sostegno alle forze dell’ordine nella lotta alle attività di organizzazioni criminali che danneggiano il mercato italiano del gioco legale. Dopo gli episodi che hanno portato allo smantellamento di una fitta rete illecita attiva in particolar modo sul territorio siciliano, la società precisa nuovamente che il provvedimento giudiziario e le indagini delle Autorità fanno esclusivo riferimento a persone associate a SKS365 in passato. Come specificato già lo scorso 14 novembre nel comunicato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, infatti: “Va precisato, con riferimento alla SKS365 che le investigazioni hanno riguardato esclusivamente la proprietà/management che ha gestito la società fino al 2017, ovvero prima della sua cessione ai nuovi proprietari, nei cui confronti non sono emersi elementi di responsabilità”. Come ufficialmente riportato negli atti presentati dagli inquirenti in sede Direzione Nazionale Antimafia, la nuova società SKS365 è da ritenersi dunque estranea a quanto accaduto ed emerso dalle indagini”.