“La mafia uccide i nostri sogni”, fiume di giovani al Foro Italico di Palermo

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Un fiume di giovani sul prato con indosso una maglietta che ricorda una celebre frase del giudice Antonino Caponnetto “La mafia teme la scuola più della giustizia”, cartelloni con slogan che lanciano messaggi chiari e inequivocabili come “La mafia uccide i nostri sogni” e “Tutti uniti contro la mafia”. Migliaia di studenti provenienti da tutta la Sicilia ma anche da altre città italiane, accompagnati dai loro docenti, hanno invaso come un fiume in piena  il Foro Italico di Palermo per partecipare alla manifestazione ‘La memoria è di tutti’, nel trentennale delle stragi mafiose del ’92. Sotto un sole cocente tutti assieme per dire ‘no’ alla mafia e ad ogni forma di criminalità.

“A scuola facciamo progetti dedicati e parliamo di legalità, di lotta alla mafia. Abbiamo letto diversi libri e oggi siamo qua a Palermo per testimoniare l’impegno della memoria da parte delle nuove generazioni, che, anche se non hanno vissuto gli anni delle stragi, studiano, ne parlano e ricordano”, dice Vincenzo, 16 anni, che frequenta l’istituto tecnico superiore ‘Archimede’ di Cammarata (Ag) con un plesso anche a Casteltermini, sempre nell’Agrigentino. Una delegazione di studenti è arrivata a Palermo stamattina, accompagnata tra gli altri dalla professoressa Calogera Marchica. “Stiamo vivendo una bellissima giornata che ci dà bellissime sensazioni – aggiunge Vincenzo – partecipiamo a quella che è stata ed è una vera rivoluzione, dal silenzio alla voglia di parlare e di esserci, abbattiamo il muro dell’omertà”.

Ci sono gli studenti dell’istituto ‘De Nicola’ di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania e quelli dell’istituto comprensivo ‘Galilei Mazzini’ di Grammichele. “Oggi con la nostra presenza – dice Giuliana Catania, 13 anni – offriamo la nostra testimonianza per dire e ribadire il nostro no alla mafia”. Le fa eco la compagna Aurora Granata, 14 anni: “Ascoltare le testimonianze di quei tragici fatti che hanno distrutto famiglie fa venire la pelle d’oca, storie incredibili di chi è arrivato a sacrificare la propria vita, come i giudici Falcone e Borsellino con gli agenti di scorta, per la lotta alla mafia”.

La piazza del palazzo di giustizia di Palermo per gridare no alla mafia fin da piccoli. Circa 650 bambini dell’istituto comprensivo “Luigi Capuana” di Palermo, accompagnati dagli insegnanti e dal dirigente vicario Piervincenzo Passiglia, si sono radunati nell’isola pedonale di piazza Vittorio Emanuele Orlando per mettere in scena uno spettacolo fatto di canzoni, poesie, balli. L’iniziativa, che torna all’aperto dopo due anni di stop dovuti all’emergenza sanitaria legata al Covid19, rientra nel progetto “Ora Legale”, realizzato con il contributo dell’assessorato regionale della Pubblica istruzione. “Abbiamo sempre organizzato qualcosa – spiega Passiglia – preferiamo partecipare tutti assieme con i nostri plessi “Turrisi” che si affaccia proprio sulla piazza del palazzo di giustizia, “Capuana”, “Alaimo” e da quest’anno anche con una sezione che abbiamo nell’istituto delle suore “Cusmano”. Dalla scuola dell’infanzia passando per la primaria fino alla secondaria tutti i bambini e le bambine sono impegnati in un percorso di educazione civica e alla legalità”. Due bambine hanno recitato una poesia con il linguaggio dei segni, guidate dalla professoressa Ivana Di Grazia, insegnante si sostegno specializzata nella lingua Lis.

Cartelloni, il prato della legalità, musica e soprattutto le classiche canzoni diventate ormai un ‘must’ anche per i giovani: “Pensa” di Fabrizio Moro, “I cento passi” dei Modena City Ramblers, “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta, “Siamo capaci” di Ciatu e Roy Paci, con la partecipazione di numerosi artisti siciliani come Picciotto e Mario Incudine.