La nave Mare Jonio con 49 migranti ancorata a Lampedusa, vietato lo sbarco

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luca casarini

Ore di attesa e acceso dibattito sulla nave Mare Jonio della Ong Mediterranea Saving Humans con a bordo 49 migranti raccolti nelle acque antistanti la costa libica.  Questa mattina militari della guardia di Finanza hanno compiuto una ispezione a bordo, mentre l’imbarcazione si trova alla fonda in un punto ridossato a sud dell’isola di Lampedusa.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha emanato una direttiva che vieta sia l’attracco che lo sbarco in porti della Penisola italiana. Si profila un altro caso Diciotti con polemiche e strascichi giudiziari. Il capo missione della nave Mare Jonio è Luca Casarini, già noto esponente dei centri sociali del nordest e da qualche anno trasferitosi a Palermo. Oggi il nuovo impegno di Casarini è all’interno della Ong Mediterranea.

Sulla vicenda è già scontro tra il sindaco di Lampedusa Totò Martello e il Viminale. “La nave Mare Jonio ha bandiera italiana e non si può tenere questa imbarcazione fuori da un porto italiano. Questo è il primo punto – attacca Martello -. Poi si pone un problema di sbarco di migranti. Qui deve intervenire la capitaneria di porto che deve salire a bordo e valutare,  mi chiedo però – aggiunge il sindaco di Lampedusa – perché il 6 e 7 marzo scorsi sono entrate in porto due barche senza bandiera, non italiane, e i migranti sono stati prelevati e accompagnati dai carabinieri nel centro di accoglienza. Chi non rispetta le regole e arriva come vuole – conclude – viene fatto entrare, chi rispetta le regole viene bloccato. A Lampedusa gli sbarchi non sono mai finiti. Arrivano nel silenzio. Piccole barche con motori fuori bordo con una ventina di persone alla volta. Ma Lampedusa non viene mai nominata…”.

Pesante l’intervento dell’ex sindaco dell’isola delle Pelagie Giusi Nicolini. “Salvini sta scrivendo una pagina ignominiosa della nostra storia, contribuendo ad abbassare il livello della nostra umanità. Il soccorso in mare è un imperativo morale prima che un dovere giuridico – dice Nicolini -.  Lui non sta lottando per un’accoglienza solidale da parte dell’Europa. Sta soltanto facendo la guerra ai disperati e alla solidarietà, alle Ong, che sono in mare solo perché in mare non c’è più nessuno a salvare le vite”.