La Palermo deserta ai tempi del Coronavirus nelle foto di Massimiliano Ferro

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Il carrettino con la granatella a piazza Verdi, nei pressi del Teatro Massimo, è sparito, così come i ragazzi che si siedono nel muretto sotto la cancellata storica davanti al teatro; da è sparito, su invito delle forze dell’ordine, da domenica pomeriggio anche il venditore abusivo di pane, che ha il posto fisso in via Imera all’angolo con corso Finocchiaro Aprile, quello che tutti conoscono come corso Olivuzza.

Palermo ai tempi del contagio da Coronavirus è sempre più una città fantasma. Pochissime persone per strada, in tanti con la mascherina che non sempre è quella giusta per contrastare forme di contagio da virus.

Una cosa è certa: in generale Palermo sta rispondendo all’appello #iorestoacasa che ormai è diventato una sorta di utile tormentone a richiamare cittadini più o meno consapevoli a restare a casa e a non avventurarsi in uscite che possono diventare pericolose.

Pochissime persone alla Stazione Centrale e in via Roma, nessuno davanti alla sede di Almaviva in via Cordova; al Foro Italico le persone si contano in una mano così come poche anime in piazza Giovanni Paolo II (ex piazza De Gasperi); via Libertà, che in centro dopo piazza Politeama diventa via Ruggero Settimo, il luogo dello shopping e delle passeggiate a Palermo, è completamente vuoto, saracinesche abbassate, poca gente per strada. Palermo baciata da uno strepitoso sole primaverile sembra una città senza abitanti.

Via Principe di Belmonte, quello che tutti chiamano il “salotto” di Palermo, con i tavolini dei bar all’aperto, ha le luci spente anche di giorno. Tutti i bar hanno abbassato le serrande. Davanti al teatro Massimo passano veloci poche persone, la piazza sarebbe deserta se non fosse per i chioschi che vendono sigarette con qualche cliente.E da oggi il sindaco Leoluca Orlando ha deciso di chiudere anche tutte le ville e i giardini. Palermo vuol dare un segno tangibile alle iniziative del governo per contenere il coronavirus.

Qualcuno va in bici, altri a passeggio coi cani: da piazza Vittorio Veneto a piazza Giulio Cesare pochissime persone: si esce soltanto per necessità inderogabili. Le persone stanno in fila in attesa di entrare anche nei supermercati che regolano i flussi di ingresso dei clienti. Il clima è surreale, sembra di vivere in un film, ma per sconfiggere il Coronavirus, arrivato come una peste in anno bisestile si devono rispettare le regole. E lo devono fare tutti. Le forze dell’ordine fanno controlli sempre più stringenti sui movimenti delle persone. Non è tempo né di capricci né di contestazioni. E’ tempo soltanto di fare il proprio dovere di cittadini “modello”, di persone civili. E a Palermo chi non lo era, lo deve imparare a fare. Per il bene di tutti. Il reportage fotografico è curato da Massimiliano Ferro.