Procura di Agrigento si occuperà del ricorso elezione sindaco di Raffadali

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La Procura di Agrigento, ha aperto un’indagine nei confronti di uno dei presidenti di seggio e di cinque rappresentanti di lista del candidato a sindaco “Piero Giglione”, che avrebbero dichiarato il falso, l’uno per avere attribuito impropriamente n. 6 voti al candidato Giglione, gli altri per facilitare lo stesso alla presentazione del ricorso elettorale per l’annullamento dell’elezione a sindaco di “Silvio Cuffaro”, fratello dell’ex presidente della Regione Totò Cuffaro.

In seguito alla verifica effettuata dal Prefetto di Agrigento, su richiesta dei giudici della II sezione del Tar di Palermo, è emerso che le schede riscontrate nelle sezioni prese in esame non corrispondevano né nel quid né nel quantum con quanto dichiarato dai rappresentanti di lista sotto la propria responsabilità nelle dichiarazioni sostitutive di notorietà da essi sottoscritte. Poiché quanto accaduto, rappresenta un fatto grave ed una essenziale violazione di legge, il sindaco di Raffadali ha sporto, nel mese di febbraio scorso, querela presso l’autorità giudiziaria penale di Agrigento al fine del ripristino della giustizia e della verità.

Percorrendo la storia che ha caratterizzato l’inizio di questo ricorso elettorale, è doveroso ricordare che l’elezione del Sindaco Cuffaro è avvenuta per soli 5 voti di scarto, e che da parte del candidato Giglione è stato posto in essere un ricorso elettorale, sollevando l’erronea attribuzione al Sindaco Cuffaro di n. 45 schede che erano state votate con la scritta di pugno del nome e cognome del candidato sindaco, nonostante il nome e cognome  fosse già indicato nella scheda elettorale, tutto ciò evidenziando, a parer loro, un chiaro segno di riconoscimento del voto che andava annullato.

Dalla verifica effettuata dalla Prefettura di Agrigento, sono state riscontrate n. 36 schede (non rispettando nel totale e nelle sezioni il numero ed il contenuto delle dichiarazioni) che sono state trasmesse al Tar, di cui solo per 4 schede vi è la certezza dell’assegnazione al sindaco Cuffaro, in quanto attribuite e messe a verbale. Mentre di converso, sono state rinvenute ben 55 schede con l’indicazione di pugno di nome e cognome del candidato sindaco “Piero Giglione”.  Queste schede pur non essendo oggetto di verifica, sono state puntualmente riprodotte e trasmesse al Tar dagli avvocati  Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.

Dopo un anno dall’avvenuta elezione del sindaco Cuffaro, il Tar ancora deve pronunciarsi sull’ammissibilità del ricorso presentato da Giglione. Se le falsità denunciate da Cuffaro, riguardo al contenuto di ben cinque dichiarazioni su otto, trovassero riscontro si indebolirebbe l’unico presupposto su cui si fonda il ricorso di Giglione, risultando così, in contrasto con la costante e consolidata giurisprudenza e con la legge.