La Regione vuol mettere in sicurezza le dighe, pubblicati i bandi per 10 impianti

0
13

“Dopo trent’anni la Regione Siciliana mette in sicurezza le proprie dighe”. Lo ha deciso il governo Musumeci che ha dato disposizione al dipartimento regionale Acqua e rifiuti di indire le gare per gli studi tecnici e i progetti esecutivi delle infrastrutture relativi agli invasi sperimentali e non collaudati e a quelli che hanno una capacità limitata.

Già pubblicati i bandi per i primi dieci impianti: Castello (466 mila euro), Gorgo Lago (409 mila euro) e San Giovanni (85 mila euro) in provincia di Agrigento; Rosamarina (709 mila euro) e Poma (335 mila euro) nel Palermitano; Comunelli (266 mila euro) e Cimia (339 mila euro) nel territorio di Caltanissetta; Sciaguana (338 mila euro) e Villarosa (300 mila euro) in provincia di Enna; Zaffarana (156 mila euro) nel Trapanese.

Complessivamente, al momento sono stati impegnati 3,4 milioni di euro per i cosiddetti servizi di architettura e di ingegneria, utili alla successiva aggiudicazione dei lavori per la sistemazione delle opere. Entro fine mese verranno pubblicate le gare delle altre dighe, per un valore di oltre 4 milioni di euro. Gli interventi di messa in sicurezza degli impianti dovranno essere avviati entro il 2021.

I provvedimenti rientrano nel Piano operativo infrastrutture del Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 che ha un budget di 53 milioni di euro. “Ho appreso con stupore – sottolinea il governatore della Sicilia Nello Musumeci – che 15 delle 25 dighe gestite dalla Regione non sono mai state collaudate o hanno una capienza limitata. Eppure si tratta di opere realizzate venticinque, trenta anni fa. Si resta senza parole. Il mancato collaudo determina un doppio danno: da un lato la costante incertezza sulla solidità dell’infrastruttura; dall’altro, l’impossibilità a utilizzare il massimo della disponibilità di capacità dell’invaso”.