L’ammiraglio Nicola De Felice: “Su nave Gregoretti Salvini non poteva essere imputato”

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nicola de felice

L’ammiraglio Nicola De Felice non ha dubbi: “Quel che accaduto per nave Gregoretti è scandaloso, imputare di sequestro di persona Matteo Salvini è un attacco politico senza precedenti”.

L’ex comandante di Marisicilia lo ha detto nel corso di una intervista a PRP Channel. “La decisione del Tribunale dei Ministri, precisa l’ammiraglio, è in netto contrasto con le sentenze della Cedu (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) che hanno sempre riconosciuto il diritto dell’Italia a non fare sbarcare i migranti clandestini nei propri porti se non in caso di situazione di emergenza. La stessa decisione del Tribunale dei Ministri – aggiunge De Felice – non tiene conto che l’ex ministro dell’Interno ha agito garantendo la doverosa azione politica che ha permesso di assicurare la sovranità dello Stato nelle sue acque territoriali, in ossequio alla Legge del Mare delle Nazioni unite ed al Codice della navigazione, sulla base della tutela degli interessi nazionali definiti dell’autorità politica democraticamente eletta dal popolo sovrano, ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione”.

Inoltre – precisa l’Ammiraglio – “non ha tenuto conto del parere Procuratore capo di Catania Zuccaro che ne aveva chiesto l’archiviazione poiché non esiste delitto: nella parte finale del documento firmato da Zuccaro emerge che nei tre giorni di permanenza in mare della Gregoretti è stata comunque fornita loro assistenza medica, viveri e beni di prima necessità, e consentito l’immediato sbarco di coloro che presentavano seri problemi di salute e dei minorenni”.

Poi, evidenzia l’ammiraglio, l’intenzione ministeriale di assegnare il Pos in tempi brevi consentendo lo sbarco ed il trasferimento in “hotspot” per la fase di identificazione, non costituisce una illegittima “privazione” della libertà personale “punibile ai sensi dell’art. 605 c.p”.

Conclude l’Ammiraglio Nicola De Felice a PRP Channel: “E’ chiara dunque sia la posizione della Corte europea che quella della Procura di Catania, diversa dunque da quella del Tribunale dei Ministri”