Lampedusa: salgono a 13 le vittime del naufragio, “migranti senza salvagente”

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“Quella barca non era in condizioni di attraversare il mare, nessuno a bordo sembra avesse strumenti di soccorso individuali e a bordo erano tutti senza salvagente, che in casi come questo sono l’unica speranza di salvarsi la vita, se lo avessero avuto ora sarebbero tutti salvi”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella incontrando i cronisti a Lampedusa per coordinare le indagini sul naufragio al largo dell’isola, a 6 miglia dalla costa, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì.

“Sul barcone – ha aggiunto – erano più di cinquanta, la maggior parte dei sopravvissuti, 13 uomini e 9 donne, sono salvi solo grazie al coraggio degli uomini della Guardia Costiera e della Gdf”.

Il magistrato ha confermato che tra i dispersi ci sono diversi bambini, “alcuni dei quali molto piccoli” e ha sottolineato che quando sono arrivati i soccorritori il barcone – lungo una decina di metri – “già imbarcava acqua e aveva il motore che non andava. Sono stati molto bravi gli equipaggi che sono intervenuti. Se solo le persone a bordo avessero avuto un giubbotto o soltanto un salvagente sarebbero oggi vivi”, ha spiegato il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella.

Parole che sembrano spazzare via ogni dubbio sui soccorsi, confermando la dinamica della tragedia, determinata, secondo le ricostruzioni, dalle cattive condizioni meteo e dall’agitazione a bordo dei migranti, affollatisi su un lato del natante. Il pm ha confermato che i superstiti raccontano che tra gli oltre 50 a bordo – in gran parte tunisini e subsahariani – vi erano molti bambini.

Le salme recuperate sono di 13 donne. E mutano le ipotesi di reato dopo che il procuratore aggiunto, da stamane sull’isola, ha sentito alcuni naufraghi e ha ricevuto le informative di Guardia costiera e Guardia di finanza: in luogo di naufragio e omicidio plurimo colposo, vengono indicati il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e la morte per conseguenza di altro reato. Lo ha specificato lo stesso magistrato parlando con i giornalisti, assicurando: “Le ricerche continuano con i mezzi di Guardia costiera e Guardia di finanza e speriamo anche dei sommozzatori quando le condizioni meteo lo consentiranno”. Il procuratore ha sottolineato che “ci sono grosse difficoltà dovute alle condizioni del mare. Speriamo di poter utilizzare nelle prossime ore anche i sommozzatori, ma al momento le condizioni marine non lo consentono”.

E’ stato un “viaggio anomalo”: partita dalla Libia, l’imbarcazione ha fatto una sosta in Tunisia prima di affrontare la traversata. Lo ha riferito ai giornalisti Salvatore Vella, procuratore aggiunto di Agrigento che a Lampedusa sta sentendo i sopravvissuti del naufragio in cui sono morti decine di migranti. “E’ strano – ha aggiunto Vella – che siano stati fatti partire con queste condizioni di mare. Stiamo approfondendo e sentendo i superstiti, che sono tutti sotto choc per l’accaduto”.

“Le tredici vittime sono tutte donne. Una è molto giovane, appena adolescente. Un’altra incinta”. Lo ha detto il sindaco di Lampedusa, Totò Martello. “Verso le 3 il comandante della capitaneria di porto mi ha riferito la presenza di due corpi senza vita di migranti e di un’imbarcazione rovesciata. Sono andato di presenza per capire come poter intervenire. Non c’è restato altro da fare che far aprire le pompe funebri. Ho preso due bare e le ho portate al molo Favaloro. Poi con un furgone ci siamo diretti alla camera mortuaria. Erano solo le 4. Per tutta la mattina non abbiamo fatto altro che recuperare altre vittime”, dichiara il primo cittadino. Per Martello “è inutile continuare a gridare nelle piazze e in televisione. Il fenomeno migratorio di oggi è identico a quello di prima e tale rimarrà fino a quando l’Europa non si siederà attorno al tavolo con i Paesi del Mediterraneo. E’ un fenomeno che va guidato e deve diventare sicuro, senza più partenze con il mare in burrasca su barchini per mille euro a persona”. Inoltre, afferma ancora il sindaco di Lampedusa, “bisogna distinguere le polemiche dai fatti concreti. Oggi all’interno dell’hotspot dell’isola, compresi i 22 sbarcati dopo il naufragio della scorsa notte, c’erano 77 persone e nessun affollamento. Lo stato d’animo dei lampedusani? Quello di chi guarda tredici donne chiuse all’interno di un sacco, immobili senza poter parlare. Vorrei capire chi è che è ancora in grado di protestare contro “lo straniero”. In Italia c’è un incattivimento totale e la cattiveria sta superando tutti i livelli. Ed è un problema di clima dovuto alla speculazione politica”, ha concluso Martello.

“Chi riapre i porti è complice dei trafficanti. Quei morti sono sulla coscienza di quelli che dicono che in Italia possono arrivare tutti”. Lo ha detto Matteo Salvini nel corso di un comizio a Narni, in vista delle elezioni regionali in Umbria, parlando del naufragio avvenuto nella notte a Lampedusa. “Dopo mesi ci sono stati altri 20 morti vicino Lampedusa – ha affermato l’ex vice premier ed ex ministro dell’Interno – ma non ci voleva uno scienziato per capire che se riapri i porti, più ne partono, più ne sbarcano e più ne muoiono L’immigrazione va controllata”.