Lampedusa: sbarcati altri 68 migranti, esodo dalla Tunisia in crisi

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Sessantotto migranti, fra cui 6 donne e 4 minori, sono sbarcati a Lampedusa. Dopo un paio di giorni di stop, dovuto al mare grosso nel canale di Sicilia, gli approdi sono ricominciati. Una motovedetta, la Cp 324, della Guardia costiera ha intercettato un barchino di 8 metri a circa mezzo miglio dalla costa. I tunisini sono stati fatti sbarcare a molo Favarolo e tutti, dopo un primo triage sanitario, sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola. L’imbarcazione è stata sequestrata dalla Capitaneria di porto.

Settanta migranti sono stati trasferiti, nel frattempo, con le motovedette, altri 60 sono stati imbarcati sulla nave di linea per Porto Empedocle. Mentre le condizioni del mare, nel canale di Sicilia, stanno migliorando, continua la corsa contro il tempo per alleggerire le presenze nell’hotspot a Lampedusa dove restano, al momento, 483 persone, a fronte di una capienza massima per 250.

Due presunti scafisti sono stati fermati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito di indagini su due sbarchi dello scorso 7 luglio a Lampedusa. Il gip di Agrigento ha già convalidato i provvedimenti emessi dalla Procura ed ha disposto per gli indagati la custodia cautelare in carcere. Ad individuare un tunisino di 42 anni e un egiziano di 20 anni, ritenendoli gli scafisti di due sbarchi, è stata la Squadra Mobile di Agrigento. I due, secondo l’accusa, avrebbero trasportato dalla Tunisia a Lampedusa un gruppo di 420 migranti, su un barcone di 16 metri, e su altro natante altre 49 persone.

La Tunisia è il Paese di origine “di soggetti a rischio sotto il profilo del terrorismo. L’attentatore della chiesa di Nizza nell’ottobre scorso, Brahim Aoussaoui, era sbarcato a Lampedusa il 19 settembre”. Lo ha detto il procuratore generale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho in audizione al Comitato Schengen. Cafiero de Raho ha spiegato che in quell’occasione “ha funzionato la cooperazione internazionale con Parigi”, cui sono stati forniti dettagli sui contatti avuti dall’uomo in Italia, fino alla partenza da Roma. Il procuratore ha sottolineato che chi arriva in Italia via mare è sottoposto a rigidi controlli di sicurezza.