A Lampedusa schiusa record di uova di tartaruga caretta-caretta

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Roma, 20 ago. (askanews) -

Sulla spiaggia dei Conigli a Lampedusa, nuove tartarughine Caretta Caretta hanno raggiunto il mare. Nelle scorse ore, si è schiuso infatti uno degli otto nidi accertati nella riserva naturale gestita da Legambiente, un vero e proprio record per questa isola che nel 2002 aveva raggiunto la quota massima di 7 deposizioni. Dopo le schiuse nelle scorse settimane sul lido di Acciaroli (Sa), Linosa, Domus De Maria (Ca) e sulla costa dei Gelsomini, in provincia di Reggio Calabria, si legge in una nota dell’associazione ambientalista, ora cresce l’attesa per quella di altri due nidi deposti agli inizi di luglio sulle spiagge sarde di Villasimius, nell’area marina protetta di Capo Carbonara, e di “Sa Marina” a Bari Sardu, in un’estate segnata davvero da tantissime nascite.

“La nidificazione della tartaruga marina sulle spiagge italiane – spiega Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – rappresenta un evento di grande valore scientifico e conservazionistico. Il numero dei nidi stimati quest’estate sono un segnale importante che fa ben sperare per il futuro. Per questo è importante puntare su progetti di salvaguardia e di tutela di questa specie, a rischio estinzione, incentivare un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, e al tempo stesso promuovere a livello territoriale iniziative di informazione e sensibilizzazione coinvolgendo le associazioni, le comunità locali, le amministrazioni e i pescatori. Non va dimenticata, inoltre, la straordinaria lezione che in questa anni è arrivata dalla spiaggia dei conigli di Lampedusa, strappata al degrado e dove la regolamentazione della balneazione, la cura e la salvaguardia costante dei luoghi, hanno consentito il ritorno della Caretta caretta e garantito il ripetersi di un evento così straordinario come quello della nidificazione, senza sottrarre al turismo uno dei luoghi più incantevoli di Lampedusa”.

Le tartarughe Caretta Caretta, spiega ancora Legambiente, amano nidificare sempre più sulle spiagge italiane. Dalla Sicilia alla Campania, dalla Calabria alla Sardegna passando per Puglia, Lazio e Toscana, sono ormai tante e variegate le mete gettonate da mamma tartaruga che, tra la fine di maggio e la metà di agosto, depone le uova sulle coste sabbiose italiane per far nascere i propri piccoli. In questa estate 2016 c’è stato un vero e proprio boom di nidificazioni: fino ad ora sono ben 58 i nidi di tartarughe marine stimati da Legambiente e così ripartiti: Calabria (28 concentrati lungo la costa delle “tartarughe”), Sicilia (17, in gran parte nell’AMP Pelagie), Campania (4 nel Parco del Cilento), Sardegna (5, di cui tre nell’AMP Capo Carbonara), Puglia (2 nel Salento), Toscana (1 a Capalbio sulla spiaggia Chiarone) e Lazio (1 a poca distanza da Nettuno). Le ovodeposizioni sono avvenute, oltre che sulle spiagge di aree marine protette, parchi e oasi, anche sui lidi delle località premiate da Legambiente con le cinque vele del “Il mare più bello – Guida Blu 2016” come ad esempio Acciaroli, frazione del comune di Pollica (Sa), Capalbio (Gr), Domus De Maria (Ca) e Marina di Camerota. Ed ancora sulle coste sabbiose dell’isola di Lampedusa, di Linosa e Villasimius, in Sardegna, dove sventolano le quattro vele assegnate sempre dall’associazione ambientalista. Un bel segnale per quei territori che hanno saputo coniugare con successo tutela del territorio e biodiversità con un turismo sostenibile.