Lampedusa scoppia di migranti: tensioni, proteste e lunedì sciopero generale

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Record di presenze di migranti fra l’hotspot di Lampedusa e i locali della parrocchia Casa della fratellanza dove ci sono 1.526 persone. La situazione, almeno per oggi, non è destinata a migliorare perché è saltato il trasferimento di 55 persone con il traghetto di linea a causa del maltempo e non è stato possibile programmare altri trasferimenti. Un immigrato, intanto, nel tentativo di fuggire dal centro di accoglienza, è caduto da un’altezza di circa quattro metri e ha riportato diverse fratture.

Momenti di tensione questa mattina davanti al Comune di Lampedusa dove un gruppo di cittadini sta manifestando per chiedere “la chiusura dell’hotspot dell’isola”. Alla guida della protesta l’ex senatrice leghista Angela Maraventano che la notte scorsa ha manifestato anche al porto per l’arrivo dei 450 migranti a bordo di un peschereccio. “L’hotspot va chiuso – dicono a gran voce i cittadini, come si vede anche nei video pubblicati sul sito www.adnkronos.com – perché abbiamo oltrepassato ogni limite”. Per lunedì il sindaco Salvatore Martello ha convocato le associazioni per decidere uno sciopero generale. Che però i cittadini vogliono già fare lunedì. “Aspettiamo due giorni – dice Maraventano – e decidiamo”.

“Domattina (lunedì) convocherò i rappresentanti delle associazioni di categoria dell’isola, dichiariamo lo sciopero generale: abbassiamo le saracinesche, il governo nazionale continua a mantenere un silenzio che fa paura. Qualcuno può ricordare a Conte che Lampedusa è italiana?”. Lo dice Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, dopo il maxi sbarco di questa notte che ha visto arrivare sullisola circa 450 persone. “Posso capire che non si vedono arrivare i barchini – aggiunge – ma se un peschereccio di queste dimensioni con centinaia di persone arriva fin qui e nessuno se ne accorge, vuol dire che non c’e’ alcun controllo nel Mediterraneo. Ma che fanno le navi militari? Mica siamo in guerra, perche’ non le impiegano per interventi di sicurezza in mare, e per trasferire i migranti?”, aggiunge.

“Il Centro di accoglienza – osserva Totò Martello – è colmo oltre ogni limite di sopportazione umana, e l’Esercito che era stato inviato per evitare che qualcuno abbandonasse la struttura, evidentemente non basta dal momento che c’è chi continua ad uscire dal Centro violando le disposizioni di sicurezza sanitaria. Lunedì ci riuniamo con gli imprenditori locali – conclude Martello – dichiariamo lo sciopero sull’isola, questa situazione non ha precedenti. La gente in pericolo va aiutata, ma l’accoglienza umanitaria ha bisogno di regole perché qui adesso ad essere in pericolo siamo noi”.