L’appello di una docente delle Eolie costretta a lavorare al Nord: “Fateci insegnare nelle nostre isole”

Graziella Bonica di Filicudi, che insegna in un paese di montagna vicino a Siena: "Deve essere sembrato paradossale che una docente residente a Filicudi sia stata chiamata a svolgere il proprio lavoro così lontano, proprio mentre nelle Eolie, quasi alla vigilia di Natale, non si trovano docenti"

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Le insegnanti eoliane costrette a lavorare nel nord Italia continuano la loro “crociata” per rientrare a casa. Dice Graziella Bonica di Filicudi, che insegna in un paese di montagna vicino a Siena: “Deve essere sembrato paradossale che una docente residente a Filicudi sia stata chiamata a svolgere il proprio lavoro così lontano, proprio mentre nelle Eolie, quasi alla vigilia di Natale, non si trovano docenti”.

Ad Alicudi, dove c’è la scuola elementare più piccola d’Europa con tre alunni, la docente di matematica nominata nei giorni scorsi ha rinunciato in quanto il percorso fino alla scuola, con 350 scalini, le è risultato estremamente pesante.

Le lezioni per le elementari e per il centro preparazioni esami non seguono un calendario preciso: gli insegnanti vanno e vengono. Per questo i genitori degli alunni protestano. “Che senso ha – aggiunge Alessandra Sferrazza, di Palermo, che si è dovuta trasferire in provincia di Brescia, con al seguito mamma e gatto malati – spedire a mille chilometri di distanza noi del Sud? Mia madre vive tutto il giorno in casa aspettando il mio arrivo, alle 19. Che senso ha questo calvario anche per lei?”.(ANSA).