L’Ars boccia le quote rosa e approva l’emendamento che moltiplica gli assessori

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Quote rosa bocciate a Palazzo dei Normanni. Questo pomeriggio l’Ars ha bocciato una norma che prevedeva la rappresentanza di genere, in misura non inferiore al 40 per cento, nelle giunte dei comuni dell’isola. Con voto segreto, l’aula ha votato un emendamento del M5s che ha soppresso la norma contenuta in un disegno di legge, poi approvato, sugli enti locali.

Per l’ennesima volta la maggioranza di centrodestra si è liquefatta, col governo battuto, avendo espresso parere negativo sull’emendamento pentastellato, che è passato con 26 voti a favori e 16 contrari. In aula è poi esplosa la bagarre, con alcuni esponenti della maggioranza che hanno attaccato i cinquestelle, che a loro volta hanno rivendicato di essere il gruppo parlamentare con la più alta presenza femminile.

Nel segreto del voto, qualcuno però ha votato con i grillini, considerando che i pentastellati hanno 20 parlamentari.  E’ passata invece la norma che prevede più posti nelle giunte dei comuni siciliani. L’emendamento del M5S approvato dall’Aula allarga il numero degli incarichi come assessori nei municipi, sia in quelli più piccoli sia in quelli più grandi. In totale 355 poltrone in più. Saranno comunque i singoli enti locali a stabilirne il numero, entro il perimetro della legge. A Palermo al momento gli assessori sono 8, il sindaco Leoluca Orlando, in base alla norma appena varata, può portare il numero a 11; a Catania da 8 può salire fino a 10. La norma prevede 4 assessori per i comuni fino a 10mila abitanti; 5 tra 10 e 30mila abitanti; 7 tra 30 e 100mila; 9 tra 100 e 250 mila; 10 tra 250 e 500 mila; 11 sopra i 500mila abitanti. Per Giancarlo Cancelleri “si tratta di una norma di buon senso che allinea la Sicilia al resto del Paese. Fino ad ora i sindaci, soprattutto nei piccoli Comuni, hanno dovuto tenere per se’ deleghe importanti agendo con molta difficoltà”.