L’Ars torna a riunirsi nel pomeriggio, Armao all’attacco del voto segreto

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L’Ars tornerà a riunirsi questo pomeriggio per tentare di approvare la manovra economica dopo la bocciatura a sorpresa di ieri di due articoli, articolo 1 articolo 7 della legge di stabilità.

Il primo introduceva il cosiddetto “modello Portogallo” e l’articolo 7, che applicava la norma nazionale che consente di spalmare il disavanzo in 30 anni. Maggioranza in tilt, dunque, con il vicepresidente della regione Gaetano Armao che a caldo ha commentato: “Non si può andare avanti a voto segreto, ma io non mi faccio dettare la linea: dico no all’esercizio provvisorio”.

Questa mattina il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao è tornato sull’argomento. “La scelta tra voto palese e segreto non può essere affidata a valutazioni di opportunità o peggio ancora di opportunismo. Ed in questo il Parlamento siciliano è una riserva di inciviltà giuridica che genera paralisi. Sussistono buone ragioni, sia per l’uno che per l’altro dei tipi di voto, ma devono essere ancorati a presupposti effettivi, non al capriccio- dice Armao -. Infatti, nel voto segreto è preponderante l’interesse del parlamentare ad esprimere liberamente il proprio voto per vicende attinenti la sfera personale ed i rapporti civili ed etico-sociali, le questioni di coscienza. Regolato in origine dallo statuto Albertino con l’obiettivo di scongiurare condizionamenti del Re o del Governo sui deputati, oggi è limitato – spiega -. Mentre in quello palese prevale l’interesse del Parlamento alla propria legittima composizione e consente la leale espressione delle opinioni. Chi dissente lo fa a schiena dritta e se ne assume la responsabilità, sopratutto quando decide delle finanze dei cittadini. Nel Parlamento statale lo scrutinio palese è la regola, mentre quello segreto non è consentito nelle votazioni concernenti le leggi di bilancio e collegate, e tutte le deliberazioni su qualsiasi disegno di legge e relativi emendamenti che comportino aumenti di spesa o diminuzioni di entrate. Cosa c’è di personale in una decisione di finanza pubblica di cui non poter andare a testa alta?” – conclude.