Lavoro: Pacifico (Anief): “Il precariato si combatte studiando le norme e con i ricorsi”

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“In Italia, ancora oggi, è di ruolo solo l’82% dei docenti, il restante 18%, quasi 1 su 5, raccoglie i precari e quest’anno abbiamo 200mila supplenti che vengono chiamati su posti vacanti per fare funzionare la scuola tutto l’anno. Dopo venti giorni dall’inizio delle lezioni, i presidi sono costretti all’orario ridotto delle lezioni”. Lo ha detto Marcello Pacifico, vice presidente Accademia Cesi e presidente Anief, oggi, a Palermo, nel corso convegno che si chiude oggi sul tema ‘Lavoro precario – dotare i sindacati delle capacità necessarie per raccogliere nuove sfide’.

“Per agire sulla tutela dei diritti sociali Anief, nata nel 2008, sta conducendo una lunga battaglia – ha aggiunto Pacifico – abbiamo iniziato nel 2010 con una denuncia a un quotidiano nazionale sulla disparità di trattamento tra personale di ruolo e precario nella scuola. Nel 2010, dalla nostra prima denuncia, è nato un dibattito, proseguito con alcuni ricorsi per parità di trattamento e stabilizzazione. Il legislatore sostenne che le norme comunitarie non si applicassero alla scuola italiana e ci costrinse ad andare dal giudice del lavoro, che sollevò la questione in Corte di Giustizia, si arrivò in Corte costituzionale, e quella legge del 2011 fu dichiarata incostituzionale”.

“Il ruolo del sindacato – ha sottolineato Pacifico – deve essere quello di informare i lavoratori e soprattutto studiare tanto le norme, italiane ed europee. Coi nostri avvocati lo facciamo, e non solo con le sentenze che riguardano la scuola. In Europa, ma soprattutto in Italia, non si rispettano le direttive comunitarie, quindi si devono fare i ricorsi. Da quando abbiamo cominciato la nostra battaglia, nel 2011, lo Stato ha autorizzato 400.000 immissioni in ruolo di precari. Vincendo un ricorso un precario italiano guadagna trentamila euro”, ha concluso.