Ecco le intercettazioni che chiamano in causa Pagano e Attaguile

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Pagano

Le intercettazioni, secondo i magistrati di Termini Imerese, definiscono i ruoli di Alessandro Pagano e Angelo Attaguile coordinatori, rispettivamente, della Sicilia orientale e della Sicilia occidentale del movimento leghista Noi con Salvini nella vicenda che li vede coinvolti insieme a Salvino e Mario Caputo.

Caputo apprende il 29 settembre 2017 del rigetto della sua istanza (e dunque della sua incandidabilità). Lo stesso giorno lui e Alessandro Pagano parlano al telefono. Il primo, dicono i magistrati, “riferiva falsamente che il provvedimento di riabilitazione era stato rinviato a data successiva al 5 ottobre 2017 (celando il rigetto) e che pertanto non avrebbe potuto candidarsi… proprio in quel momento nasce l’idea di candidare un familiare di Caputo sfruttando il cognome, così da potere trarre in inganno gli elettori – scrive il gip -sulla persona fisica effettivamente candidata e da loro votata. Dice Pagano: ‘senti tu mi devi fare una cortesia… noi non possiamo prendere settemila voti, seimila, e buttarli al macero, scusami, male che va candidi a tuo figlio…cioè tu continua a essere più forte di tutti.. io so già la soluzione qual è Caputo senza fotografie e Gianluca non so come si chiama tuo figlio, detto Salvino, punto… basta… è cosi’… funziona così”.

La proposta “fatta dall’onorevole Pagano – si legge ancora nell’ordinanza – veniva condivisa e fatta propria anche dall’onorevole Angelo Gioacchino Attaguile che (sempre lo stesso giorno alle 18.13) riferiva a Salvino Caputo: “ho parlato con Alessandro… la soluzione che ha posto lui è ottima…”