Le intercettazioni dell’operazione “Mare Monstrum” – IL VIDEO

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operazione mare monstrum

“Non ce n’è per nessuno!”: cosi’ esclamava il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari, il 20 novembre scorso, chiamando al telefono l’armatore di Liberty Lines Ettore Morace, arrestato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta “Mare monstrum”.

Le parole della senatrice di Ap, indagata, sono inserite nella misura emessa dal Gip di Palermo, su richiesta della Procura di Palermo, nell’ambito dell’operazione, e manifestavano la soddisfazione del risultato raggiunto, sui cui, secondo i magistrati, contava molto l’armatore nell’ambito di un duello tra sponsor politici e interessi imprenditoriali. Nella guerra tra armatori i Franza (di Messina) si rivolsero a Maurizio Lupi mentre Ettore Morace a Simona Vicari.

La partita si giocava sull’emendamento che riduce al 4% o mantiene al 10 l’iva sul trasporto Marittimo. Morace punta sul 4, Franza sul 10. Interessi imprenditoriali diversi. I pm di Palermo contestano due episodi al sottosegretario. Il primo fa riferimento alle pressioni su un deputato per stoppare una nomina non gradita a Morace; il secondo al ruolo esercitato per il varo di una norma conveniente al patron di Liberty Lines che “ha fatto consegnare a Simona Vicari un Rolex del valore di circa 5800 euro”.

Il provvedimento del Gip richiama “l’esercizio delle funzioni esercitate da Simona Vicari, nelle qualità di senatrice della Repubblica appartenente al gruppo Area Popolare nonché di sottosegretaria di Stato presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e dunque di pubblico ufficiale”, e poi indica la prima contestazione: “L’avere indotto il collega di partito e deputato presso l’Assemblea regionale siciliana Pietro Alongi a non promuovere la nomina di Giuseppe Prestigiacomo quale consulente dell’Ars in materia di trasporti marittimi regionali trattandosi di nomina sgradita al Morace”.

E, ancora, avere “attivamente concorso a determinare l’approvazione dell’art. 1 commi 33 34 e 35 legge 11 dicembre 2016 nr 232 recante il Bilancio di previsione dello Stato per fanno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017 2019 norma con cui il trasporto marittimo urbano veniva assoggettato all’aliquota Iva del 4 anziché a quella del 10%”. Tanto da “avvantaggiare le attività – scrive il Gip Marco Gaeta – di impresa del Morace che faceva consegnare a Simona Vicari un orologio marca Rolex del valore di circa 5800 euro”. Consegna avvenuta a Palermo, per il tramite del fratellastro della sottogretaria, nel dicembre scorso a ridosso del Natale.

“A ben vedere appare innegabile che la senatrice Vicari – sostiene il Gip – abbia rivestito un ruolo assolutamente determinante nel percorso di approvazione dell’emendamento secondo una formulazione del tutto rispondente ai desiderata del Morace. Così risolvendo a favore di quest’ultimo una istruttoria legislativa che a livello quanto meno lobbistico vedeva contrapposti i principali armatori italiani e nell’ambito della quale si sarebbe dovuto tenere conto anzi tutto dell’interesse finanziario dello Stato”. Ancora: “E’ la stessa Vicari del resto che telefonicamente  si assume dinanzi al Morace tutti i meriti dell’iniziativa parlamentare. Pare chiaro – secondo gli inquirenti – come nel caso di specie la senatrice abbia palesemente asservito le proprie funzioni a taluni interessi eminentemente privatistici ricevendo in cambio una cospicua remunerazione secondo il tipico schema della corruzione impropria”. (Video tratto da “La Sberla)