Leoluca Orlando: “Eliminiamo la parola migranti, siamo tutti uguali”

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Leoluca Orlando invita all’integrazione e a non fare differenza tra migranti e cittadini. “E’ molto importante eliminare la parola migranti, considerando i migranti delle persone che sentono il diritto di vivere in luogo diverso da quello in cui sono nati. Come i nostri figli o i nostri nonni che hanno deciso di andare a vivere in un altro paese chiedendo di essere considerate persone umane. Io sono persona, noi siamo comunità: è questo quello che serve per accogliere nel migliore dei modi i campionati di scherma. Persona dal latino significa maschera e sulla pedana siamo tutti uguali, abbiamo tutti la stessa maschera. Questo è un messaggio importante per chi pensa di dividere le persone in base alla religione, alla lingua o al colore della pelle”.

Per lanciare l’ennesimo appello all’accoglienza, il sindaco di Palermo ha scelto il convegno “La scherma come strumento di integrazione dei popoli del Mediterraneo” in corso a Palazzo Mazzarino nell’ambito dei festeggiamenti dei 110 anni della Fis in occasione dell’edizione numero 100 degli Assoluti di scherma.

Orlando ha poi proseguito parlando dell’incontro avuto con il vescovo capo della chiesa evangelica tedesca Heinrich Bedford: “Vengo dalla festa della rottura del digiuno del Ramadan, dove con i musulmani siamo stati a riflettere e pregare. Con me c’era anche il rappresentante della chiesa cattolica protestante. Ieri ho anche ricevuto il vescovo capo della chiesa evangelica tedesca Bedford, che è voluto venire a Palermo per dare la sua solidarietà, per rivolgere con me un appello all’Europa, che non sia soltanto l’Europa delle banche”.