Leoluca Orlando: “In piazza non per me, ma contro una legge incivile”

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Leoluca Orlando

Leoluca Orlando rincara la dose e nell’imminenza della manifestazione organizzata davanti palazzo delle Aquile bolla come “incivile” il decreto sicurezza. Il sindaco di Palermo entra nel dettaglio e aggiunge che “dinanzi alla possibile violazione dei diritti umani e costituzionali non si può bloccare l’iscrizione all’anagrafe”.

E al suo capo area dei servizi al cittadino, Maurizio Pedicone, non resta che assecondare la disposizione di Orlando. “Non si può disattendere una precisa disposizione del capo dell’amministrazione”. Da stamane, quindi, dopo il via libera di Pedicone, diventa effettiva l’indicazione del dirigente di provvedere ad attuare “i provvedimenti conseguenziali di competenza in materia di residenza dei cittadini stranieri”. Per gli uffici comunali questo significa che sono pronti a iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo e i titolari di permessi di soggiorno per motivi umanitari, non più rinnovabili.

Orlando ha già spiegato di avere dato incarico all’ufficio legale di adire il giudice: va dal magistrato perché non può rivolgersi direttamente alla Corte Costituzionale per violazione dei diritti umani e per violazione di articoli specifici della Costituzione. Occorre sollevare la questione incidentalmente in giudizio.

Come sindaco andrà davanti al giudice civile, il quale, se riterrà che la questione sia non manifestamente infondata e sia rilevante ai fini della decisione, rimetterà gli atti alla Corte Costituzionale. Il prefetto potrebbe, però, nel frattempo annullare gli atti del Comune e denunciare sindaco e dirigente comunale per abuso d’ufficio.